Linea di confine
Sana alimentazione, un corretto stile di vita e tanto movimento per prevenire l’obesità, causa di molte malattie. L’informazione e la prevenzione secondo Coop.
Dimagrire si deve e si può. Perché obesità e sovrappeso non sono malattie incurabili. «Sarebbe sufficiente perdere il 10 per cento del proprio peso – spiega Saverio Cinti, presidente della Società italiana per lo studio dell’obesità (Sio) e direttore dell’Istituto di anatomia dell’Università di Ancona – per avere enormi benefici, magari non a livello estetico, ma dal punto di vista della salute sì.Per questo è importante informare correttamente le persone: per far sapere loro che basta poco per allontanare concretamente il rischio di malattie».
Così, per promuovere questo doveroso e possibile calo di peso Coop avvierà – in collaborazione con Sio – uno screening nei punti vendita dove chi vorrà potrà sottoporsi a una serie di analisi volte ad accertare il livello di rischio riguardo alle patologie correlate al sovrappeso.
Professor Cinti, quali malattie può provocare l’obesità? «Ipertensione, infarto del miocardio. Poi diabete e persino tumori. Diciamo che in generale l’aspettativa di vita di una persona obesa di 40 anni è di 6,7 anni in meno rispetto a un normopeso».
Ma come si fa a capire se siamo a rischio? Insomma, come possiamo tenerci sotto controllo? «La valutazione di indice di massa corporea ci dice quanto grasso abbiamo in percentuale, ma per talune persone non è una misurazione sufficiente. Più utile è, invece, la semplice misurazione della circonferenza addominale. Al di là del nostro peso, infatti, può essere molto più pericoloso il grasso a livello addominale, cioè la pancetta – tipicamente maschile – che a livello gluteofemorale (i fianchi larghi, più frequenti nelle donne). Quando diciamo che il grasso addominale è pericoloso, intendiamo dire che può provocare disfunzioni metaboliche, come il diabete».
Attraverso quali meccanismi il grasso superfluo a livello addominale può provocare diabete e tumori? «La cellula adiposa, anche quella non addominale, è come un palloncino che accumula grasso per cedere energia tra un pasto e l’altro. È un vero e proprio organo che abbiamo chiamato organo adiposo ed è molto prezioso per l’organismo. Nella storia dell’evoluzione umana gli individui in grado di accumulare grasso sono stati favoriti geneticamente... e ancora oggi è così nelle zone dove purtroppo si soffre la fame. Questo vantaggio, in questa parte del mondo si è, però, trasformato in svantaggio perché il rigonfiamento eccessivo delle cellule adipose provoca una sorta di infiammazione cronica a livello cellulare, che a sua volta è causa sia di resistenza insulinica – e dunque alla lunga di diabete – che di mutazione cellulare e dunque di tumore. Quello che non sappiamo ancora è perché questo meccanismo si produce, per lo più esclusivamente, a livello di grasso addominale. Supponiamo che sia perché le cellule del grasso viscerale sono meno elastiche delle altre, si “stressano” più velocemente e quindi il meccanismo infiammatorio è più veloce».
Dall’obesità si può guarire. Eppure è molto difficile e molti, dicono le statistiche, non ci riescono proprio. Che cosa consiglia alle persone a rischio? «Certo, perdere i chili in eccesso è possibile, ma non è una cosa facile, ce ne rendiamo bene conto. Occorre una grande costanza, uno stile di vita adeguato. Alcune persone poi fanno molta più fatica di altre, perché l’obesità è anche una malattia genetica, in cui sono implicati circa 200 geni diversi. Sembra inoltre – è una delle più recenti scoperte sul tema – che il 4 o il 5 per cento delle persone abbia un particolare difetto genetico: non avverte il senso di sazietà cioè non riesce a saziarsi. Chi deve dimagrire deve comunque sapere che la cosa più importante è aumentare il consumo di calorie attraverso il movimento: la tendenza a ingrassare che c’è in tutto l’Occidente non è dovuta solo all’aumento di calorie introdotte attraverso l’alimentazione, ma soprattutto al fatto che se ne consumano di meno. Abbiamo l’automobile, gli ascensori, i telecomandi... non ci muoviamo più. Basti pensare ai bambini: prima correvano all’aria aperta, giocavano a palla, a nascondino. Oggi stanno davanti alla Tv a giocare con la Playstation».
Recenti statistiche hanno stabilito una correlazione tra l’obesità dei genitori e quella dei figli, anche per questioni “ambientali”... «Certamente, vivere in una famiglia in cui la maggior parte delle persone è in sovrappeso condiziona moltissimo. Soprattutto a partire dallo stile di vita. Poi ci sono aspetti ambientali che sembrano essere molto significativi e anche qui stiamo parlando delle nostre più recenti scoperte. Come quella dell’influenza della temperatura esterna sul funzionamento dell’organo adiposo. Abbiamo osservato che dentro a questo organo sono contenute cellule buone capaci di bruciare più velocemente l’energia accumulata e che questo meccanismo – che serve a produrre calore – è tanto più stimolato quanto più stiamo al freddo. Crediamo che la tendenza a ingrassare nella nostra società sia anche connessa – assieme a molti altri fattori – anche all’eccessivo riscaldamento delle nostre case. Sicuramente, poi, anche l’inquinamento influisce sul funzionamento dell’organo adiposo, perché è accertato che alcuni contaminanti interferiscono col funzionamento della cellula».
Saverio Cinti è direttore dell’Istituto di Anatomia dell’Università di Ancona, presidente eletto della Società italiana per lo studio dell’obesità. È stato il primo a definire il tessuto adiposo come un vero e proprio organo nel quale i due componenti, il tessuto bianco e il bruno, si sviluppano l’uno a spese dell’altro in modo da mantenere il peso costante e che se l’equilibrio si rompe a favore del tessuto bianco si diventa obesi. Un’osservazione che ha avuto la conferma definitiva nel 2004, con la scoperta che – come le cellule staminali – quelle adipose adulte riescono a trasformarsi in cellule di tipo completamente diverso.
È stato premiato dall’Accademia Europea delle Scienze con la medaglia “Blaise Pascal” 2008 per la Biologia e le Scienze della Vita.
Uno screening di massa per informare sui rischi che comporta l’obesità, su quanto la vita peggiori se si è in sovrappeso e quanto diminuisca l’aspettativa di vita. Lo screening l’ha organizzato Coop in collaborazione con Sio (Società italiana per lo studio dell’obesità) e si svolgerà tra febbraio e maggio di quest’anno. In molti IperCoop verranno allestiti degli ambulatori mobili in cui – alla presenza di medici o infermieri – verranno effettuati degli esami medici gratuiti comprensivi di visita generale, test ematochimici (per controllare i livelli di zuccheri nel sangue), misurazione della pressione arteriosa, dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale.
Se gli esami dovessero far emergere questioni da approfondire i medici dell’ambulatorio potranno richiedere ulteriori esami diagnostici di approfondimento. Comunque al termine della visita verrà consegnato gratuitamente a tutti i pazienti un manuale – curato ed elaborato da Sio – con indicazioni e consigli su un corretto stile di vita.
Non è prevista la prenotazione nei giorni precedenti la campagna. La campagna Coop consentirà a Sio di effettuare uno screeening su circa 10mila individui di età compresa tra i 18 e i 75 anni, in molte città d’Italia, analizzando sia i soggetti obesi che si presenteranno presso gli stand (che verranno interpellati circa la loro qualità della vita e il loro stato di salute), che i sovrappeso e normopeso che potranno confrontarsi con i medici sul loro stile di vita. Complessivamente saranno coinvolti circa 220 medici e 110 infermieri.
I risultati ottenuti dallo screening nazionale – un identikit molto significativo dello stato di salute degli italiani e delle loro abitudini alimentari – saranno elaborati dalla segreteria scientifica della campagna Coop-Sio e verranno messi a disposizione del Ministero della Salute.
DATE:
13-14 febbraio IPER CASILINO via Casilina, 1011 - Roma
20-21 febbraio IPER AFRAGOLA Strada com. Guerra - Afragola (NA)
20-21 marzo IPER QUARTO via Masullo, 76 - Quarto (NA)
3-4 aprile IPER LIVORNO via Graziani - Livorno
5-6 giugno IPER APRILIA S.S. Pontina Km 44 - Aprilia (LT)











