Lo spettacolo dei delfini

Scopriamo le cinque strutture presenti in Italia dove è possibile vedere da vicino questi straordinari animali

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Incontrare un delfino e ammirarne le eleganti evoluzioni è una delle esperienze più emozionanti che il mare possa regalare. Purtroppo non è facile imbattersi in questi intelligenti cetacei, specie nelle non sempre pulitissime acque italiane. Proprio per dare a tutti la possibilità di vedere da vicino questi simpaticissimi mammiferi marini sono nati un po’ in tutto il mondo, non senza qualche polemica, i delfinari: grandi vasche di acqua salata, solitamente circondate da spalti per il pubblico, dove sono ospitati alcuni delfini. In Italia ce ne sono cinque, tutti rispettosi degli standard per la tutela dei cetacei dettati dalla European Association for Aquatic Mammals.

Il più settentrionale si trova nel parco divertimenti di Gardaland, a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona (tel. 045-644 9777, www.gardaland.it ). Le quattro grandi vasche del Palablu ospitano alcuni delfini della specie Tursiops truncatus che il pubblico può ammirare nel bacino principale, dove si svolgono le esibizioni, sia dalla tribuna che dalla galleria dei delfini: quattro grandi finestre che guardano direttamente sulla vasca. In galleria è inoltre possibile avere informazioni scientifiche sui cetacei, attraverso poster e l’incontro diretto con i biologi marini. I delfinari della Riviera Romagnola sono ben due e si trovano a Rimini e a Riccione.

In quest’ultima località si trova il Parco Oltremare (tel. 0541-4271, www.oltremare.org, con sconti ai soci Coop) che vanta una delle vasche per delfini più grande d’Europa. Nella Laguna di Taras nuotano 8 esemplari di delfini, tra i quali Ulisse – la star del parco – la cucciola Mary G, smarritasi nelle acque dell’Adriatico, salvata e adottata dalla Fondazione Cetacea. Oltre ai tradizionali spettacoli il Parco Oltremare propone anche il programma “Addestratore che passione” per conoscere alcune nozioni sull’addestramento di delfini.

Il Delfinario di Rimini (tel. 0541-50298, www. delfinariorimini.it) ospita un gruppo di delfini composto da femmine e maschi adulti e dai loro piccoli nati in questi anni. Fino alla fine di settembre ha in programma spettacoli giornalieri e, grazie agli oblò di cui è dotata la vasca, offre l’opportunità di osservare da vicino i delfini mentre nuotano agilmente, socializzano o si prendono cura dei piccoli.

Zoomarine (tel. 06-91534001, www.zoomarine.it) si trova invece a Torvaianica, sul litorale romano, e oltre agli spettacoli dell’isola dei delfini propone ai suoi ospiti la baia dei pinnipedi, la foresta dei pappagalli, la piana dei rapaci, il galeone delle meraviglie e montagne russe acquatiche.

Lo Zoosafari di Fasano, in provincia di Brindisi, (tel. 080- 4414455, www.zoosafari.it) è il delfinario del sud Italia con due vasche indipendenti, una al coperto ed una esterna, dove viene proposto uno spettacolo didattico con due straordinari esemplari di delfino tursiope naso a bottiglia. Nel Teatro degli animali si assiste a show con otarie, leoni marini e pinguini.

 


 

IL BIOLOGO:“Così lavoriamo con loro...”
Abbiamo chiesto a Daniele Zanzi, biologo e direttore zoologico del Parco Oltremare.

Quale è l’impegno della sua struttura per la salvaguardia dei cetacei? Oltremare ha come prerogativa garantire il benessere degli animali che ha in gestione. Sosteniamo da sempre Fondazione Cetacea, attiva nel mare Adriatico, e siamo membri della European Association Aquatic Mammals, partecipando a progetti internazionali come il programma di conservazione dei piccoli cetacei costieri del Cile.

Da dove provengono i vostri delfini? Li catturate in mare? La Laguna ospita esemplari per lo più nati in ambiente controllato, che non potrebbero sopravvivere autonomamente senza l’assistenza umana. Pelè, con un’età stimata di 46 anni, la più anziana del branco, e Candy, provengono dal Texas. Blue è nata al Delfinario di Rimini, Cleo e Achille all’Acquario di Genova, Golia, Ulisse e Tabo al delfinario di Cattolica. Mary G, è stata soccorsa nel porto di Ancona nel 2005. Sua madre aveva perso l’orientamento e Fondazione Cetacea è intervenuta per salvarla. Mary G è stata riconosciuta da un gruppo di esperti internazionali come esemplare non rilasciabile in mare.

I delfinari non sono prigioni per gli animali in cattività? Il termine “cattività”, che viene usato frequentemente per descrivere le strutture zoologiche, ha una connotazione negativa perché deriva dal latino “capti vitate”, che significa prigionia. Noi siamo convinti che la denominazione più aderente alla nostra realtà sia quella usata a livello scientifico in Europa, cioè “under human care”, perché gli animali sono affidati alle cure dell’uomo.