A lume di candela

Purché non emetta sostanze dannose per la salute. Come si riconosce una candela di qualità.

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Innocenti candele. O quasi. Su uno dei prodotti più amati da chi vuole creare un’atmosfera calda in casa, o gradisce profumare gli ambienti domestici con una candela aromatizzata, si appuntano accuse pesanti. Nei suoi effluvi, infatti, si nascondono anche composti chimici estremamente dannosi per la salute. Un pericolo già documentato da diversi test delle associazioni dei consumatori europee.
Le sostanze a rischio trovate nei laboratori di mezz’Europa sono molte: si va da quelle con effetto irritante, ai perturbatori endocrini, capaci di danneggiare il sistema riproduttivo dell’uomo, e si arriva addirittura a benzene e formaldeide, due cancerogeni riconosciuti. Naturalmente di tutto questo non c’è traccia nelle etichette. Nessuna menzione tra gli ingredienti, nessuna avvertenza per i fruitori, semplicemente perché molte aziende non hanno mai condotto test analoghi a quelli realizzati dalle associazioni dei consumatori. Avete capito bene: i produttori generalmente non misurano ciò che rimane nell’aria di una stanza quando si usa la loro candela. La legge non lo prevede.
Una buona cera A dire la verità, come è ovvio, non tutte le aziende utilizzano materie prime scadenti e potenzialmente pericolose per le candele. Alcune, al contrario, arrivano perfino a certificarne la qualità e l’origine, proprio per scongiurare ogni rischio per gli utilizzatori. Ma anche ai consumatori rimane qualche possibilità di distinguere tra una candela realizzata ad arte da una scadente. A cominciare da come brucia. Basta osservare l’emissione di fuliggine o il modo in cui la cera si scioglie e gocciola, per individuare i prodotti pericolosi. La candela ideale deve avere una fiamma a diffusione laminare, in pratica non si deve muovere in maniera turbolenta. Se, invece, produce fuliggine è assai probabile che la cera e lo stoppino non siano di qualità. Un controllo “manuale” può essere fatto anche sullo stoppino per escludere che l’anima sia in nylon o in piombo che sprigionano sostanze altamente tossiche, come l’ossido di piombo o le diossine. Per avere indizi della purezza dello stoppino basterà incidere con l’unghia la sua punta.
Guanti di paraffina Da scartare senza indugi i prodotti laccati che nel bruciare possono sprigionare sostanze pericolose per chi le inala. Per riconoscere le candele “di qualità”, ossia quelle che utilizzano paraffina pregiata, si può controllare il loro peso. Prendendo in mano due prodotti diversi ma di uguali dimensioni, per esempio, si può facilmente avere la sensazione che una sia decisamente più leggera. Se vi capita, optate senza riserva per la più pesante: la paraffina meno pregiata, infatti, ha un peso specifico minore e il difetto di una fumosità è ben più alta. Solitamente le candele di bassa qualità provengono dai paese extra CE, specialmente dalla Cina, dove lo standard qualitativo viene solitamente accantonato per far posto a politiche di basso costo.
Per ogni candela Libera venduta (al prezzo di 4,90 euro) Coop devolverà 1,40 euro all’associazione Libera per la realizzazione di progetti sui beni confiscati alle mafie, di percorsi di educazione alla legalità e per il sostegno a un’informazione libera.

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