A lume di naso

Dalla luce laser la rivoluzione della medicina, a cominciare dalla cura di un semplice raffreddore e di altre patologie nasali.

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Einstein l’aveva previsto. Si chiama “emissione stimolata di radiazione elettromagnetica”, il fenomeno alla base della tecnologia laser. Era il 1905 e il celeberrimo fisico che gettò le basi teoriche per lo sviluppo di questa tecnologia forse non credeva di cambiare il mondo. E invece lo ha fatto.

effetto laser Il laser, che è alla base della comune tecnologia dei dvd, dei cd e di mille altre applicazioni, sta rivoluzionando la medicina e la chirurgia tanto da essere applicato in ogni campo, dalla medicina estetica alla cura dei tumori fino alla cura del disturbo più comune e fastidioso dell’inverno, il raffreddore, così come di tutte le patologie che determinano la sindrome del naso chiuso, polipi nasali, deviazioni del setto, riniti di qualsiasi genere. Il problema nasale più comune legato a questi tipi di patologie è la cosiddetta “ipertrofia dei turbinati”.

I turbinati sono tre sporgenze ossee situate in ogni fossa nasale e sono formati da una piccola lamina ricoperta da una mucosa. Quando il naso è sottoposto a infezioni ripetute, ad esempio, le mucose si gonfiano determinando ipertrofia e dando la fastidiosa sensazione di avere il naso sempre chiuso, oltre a causare alterazioni dell’odorato, mal di testa, secchezza della bocca e secrezioni dal naso in gola che facilitano infezioni recidivanti. soluzione tampone «Tra le cause di ipertrofia va ricordato anche il fumo e l’utilizzo esagerato di spray nasali vasocostrittori – spiega Claudio Lambertoni, specialista in Otorinolaringoiatria – che causano uno stato infiammatorio cronico.

Ad un certo punto la rinite non risponde più ai farmaci vasocostrittori, il naso non si libera perché le mucose non si sgonfiano, ecco allora che l’unica soluzione rimane il trattamento chirurgico, il cosiddetto intervento di turbinectomia o di decongestione per eliminare la mucosa in eccesso». Quest’operazione viene comunemente effettuata in anestesia generale, con ricovero ospedaliero di almeno 3-4 giorni e con un decorso post operatorio talvolta fastidioso, dovuto ai tamponi nasali.

in un fascio Ma da alcuni anni, anche in Italia è possibile utilizzare la tecnica laser, messa a punto in Francia dal dottor Kamami e ormai sperimentata su oltre 30mila pazienti in tutto il mondo. L’intervento non richiede anestesia generale e viene effettuato in ambulatorio. Dopo l’anestesia locale delle narici una fibra laser viene inserita al di sotto della mucosa dei turbinati. La luce laser vaporizza all’istante parte della mucosa riducendola immediatamente e liberando il naso. Una leggera medicazione antibiotica e dopo un’ora dall’intervento il paziente viene dimesso. Niente dolore, niente tamponi e i risultati si mantengono per almeno dieci anni. «L’energia del fascio laser è assorbita dai tessuti – conclude Lambertoni –; il processo genera una distruzione del tessuto ma la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi rispetto alla chirurgia tradizionale perché il trauma è minore». Insomma, a conti fatti, grazie Einstein e grazie alla galoppante tecnologia medica che offre soluzioni sempre più a misura di paziente.

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