Micro mega

Dopo diete, integratori alimentari, attività sportive di ogni tipo, a combattere il sovrappeso ci prova l’elettronica, con il più classico ed efficace degli strumenti a sua disposizione: un videogioco. Chissà che faccia farebbe Galileo Galilei, che perfezionò il telescopio e il microscopio, se qualcuno gli potesse dire che oggi si può ingrandire un oggetto piccolissimo senza usare il suo ingegnoso sistema di lenti.
Cade così, dopo ben quattro secoli, sotto i colpi della tecnologia che galoppa al California Institute of Technology anche l’ultimo mito delle scienze ottiche, con l’invenzione di un microscopio rivoluzionario. Lo ha ideato il giovanissimo Changhuei Yang, già professore presso la prestigiosa università americana che ha annunciato il suo successo dalle pagine della rivista “Proceedings of National Academy of Science, USA”. La rivoluzione è di quelle vere, perché il nuovo microscopio non somiglia a nessuno di quelli esistenti. È talmente piccolo che entra nel taschino della camicia, meritandosi il titolo i micro-microscopio e promette di costare pochissimo una volta prodotto su larga scala, più o meno 8 euro al pezzo, rendendosi accessibile alle tasche di qualsiasi laboratorio negli angoli più remoti del mondo.
Ma soprattutto il micro-microscopio non usa lenti ma un sensore CCD, di quelli che si usano nella fotografia digitale, ed è capace di esplorare anche i microfluidi, cioè quantità di liquido davvero infinitesimali. Un’invenzione che va ben al di là della semplice tecnologia: un simile dispositivo permetterebbe, infatti, di identificare all’istante la presenza di batteri nel sangue o nell’acqua, così come di aiutare la ricerca di cellule tumorali. Speriamo che l’invenzione di Changhuei esca presto dal laboratorio per cambiare, in meglio, la vita di milioni di persone.

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