Minimamente
Piccoli, comodi e trasportabili. Forse non faranno fare i salti di gioia ai cuochi più esperti, ma i forni elettrici “mini” hanno un buon pubblico di estimatori. E cercano di imitare i più grandi parenti da incasso quanto a funzioni e accessori. Chi li sceglie, del resto, ha bisogno di apparecchi che costino meno dei grandi forni, più facilmente sistemabili in cucina e, magari, da portare all’occorrenza nella casa di vacanza.
Ma questo non significa che si debba accontentare del primo elettrodomestico che trova sullo scaffale. Le differenze tra i modelli che affollano questo mercato, del resto, sono davvero tante e il rischio di optare per un modello inefficiente e magari anche fonte continua di pericoli per utilizzatori e frequentatori della cucina è dietro l’angolo. Uno dei problemi più frequenti dei cosiddetti “fornetti”, infatti, è lo scarso isolamento termico. Pareti esterne che durante il funzionamento arrivano a temperature “infuocate”, maniglie e sportelli in grado di bruciare le mani di chi ci si avvicina senza presine, le pecche misurate da diversi test condotti da associazioni dei consumatori europee su questi modelli sono diverse.
con cautela Il primo approccio verso un elettrodomestico di questo tipo, dunque, deve essere di cautela massima, tanto nella scelta che nel posizionamento. Sul primo versante non resta che affidarsi alla certificazione di un ente di controllo indipendente (come l’italiano Imq) che generalmente prima di permettere l’uso del suo marchio sulla confezione del prodotto controlla che non sia in grado di costituire un pericolo per i consumatori. Sul secondo versante, invece, è bene fare attenzione a non sistemare questi forni a portata di mano dei bambini, visto che al contrario dei modelli più moderni da incasso non sono dotati di un isolamento perfetto.
Fatta questa verifica di base è bene orientarsi nelle categorie di forni elettrici esistenti cercando il modello più adatto alle proprie tasche e alle proprie esigenze. Senza poter contare, purtroppo, sull’aiuto dell’etichetta energetica che in questo settore del mercato è assente al contrario di quanto comunemente accade per molti altri elettrodomestici. Come scegliere, dunque? Partiamo dalle differenze principali tra le famiglie (e i prezzi) di questi apparecchi.
Il forno base e il più economico è quello statico, con una resistenza platea (sotto) e una cielo (sopra). Le due fonti di calore possono essere usate insieme o separatamente: quella superiore per rosolare e dorare la carne, quella inferiore ideale per portare a perfetta cottura i dolci e gli sformati. Chi ha maggiori esigenze e può spendere qualcosa in più è bene salga di categoria cercando un forno multifunzione, con diverse combinazioni di cottura: statica, ventilata e grill. Nel caso della cottura ventilata, per esempio, si avrà il vantaggio di ridurre i tempi di preparazione, assicurare maggiore uniformità di temperatura, oltre alla possibilità di infornare e cuocere contemporaneamente pietanze diverse.
alto forno Ma non basta. In un forno di alta gamma, così come accade per i modelli da incasso, l’elettronica ha una funzione importante per la gestione delle funzioni e della cottura e la ricchezza degli accessori può fare la differenza. È evidente che chi ha bisogno di sostituire in tutto e per tutto il forno tradizionale si orienterà verso le versioni mini ipertecnologiche. Alcune delle quali prevedono anche la presenza del microonde incorporato. Fornetti con i quali ci si può cimentare in tutte, o quasi, le preparazioni. Dalla cottura automatica a secondo del tipo di alimento (pizza, pane, carne o dolci) in cui basta inserire i dati relativi alla pietanza e al suo peso, selezionare il programma ad hoc e ottenere il perfetto grado di cottura. C’è poi l’autopulizia che può essere effettuata attraverso un particolare rivestimento della cavità, soluzione più economica, oppure attraverso la pirolisi ossia la decomposizione dei residui attraverso l’uso di elevate temperature.
Quest’ultimo caso è certamente il più efficiente ma è anche prerogativa esclusiva degli apparecchi più costosi. In molti casi, è bene dirlo, si tratta di funzioni utili ma tutt’altro che indispensabili. Come dire, optional a cui si può rinunciare senza che i nostri piatti ne risentano. Per chi deve far quadrare il bilancio senza rinunciare alla preparazione di un buon piatto, l’essenziale si riduce a qualche elemento: la cottura ventilata, la garanzia che il forno non provochi ustioni solo sfiorandolo, abbia una capacità adatta alle pietanze che ci si debbono preparare e che abbia consumi tali da non lasciare “scottati” alla prima bolletta.












