Modulazione di frequenza

Versatilità di sempre, programmi azzeccati, frequenza e trasmissione senza problemi. La nuova primavera della radio che grazie a internet si può ascoltare anche in differita… giovani e meno giovani fermi a tutte le stazioni.

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Le radio continuano a suonare, ma quanti stanno ancora a sentire? Molti a quanto sembra. Le “onde medie”, care alle passate generazioni, sono riuscite a competere con internet e satelliti che riescono ormai a farci vedere e sentire qualunque cosa... anche prima che accada. E per farlo si è messa gioco tirando fuori le unghie.
piena sintonia «La radio è uno mezzo di comunicazione straordinario – afferma Marino Sinibaldi, direttore di Radio Rai3 –, regge benissimo il confronto con gli altri media. Così bene che negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento degli ascolti: ormai 8 italiani su 10 si sintonizzano abitualmente su una stazione radiofonica.

Il successo è dovuto in parte ai tempi della radio, perfettamente conciliabili con quelli della vita quotidiana. La crescita premia proprio un ascolto momentaneo, distratto, come quando si ascolta un notiziario o una canzone in auto. Ma questo non è per fortuna l’unico aspetto – continua Sinibaldi – incide molto anche un tipo di ascolto più maturo e attento, che ricerca nella radio temi e prodotti culturali di qualità che altrove hanno poco spazio». E poi la radio è ovunque. A differenza di altri mass media può raggiungerci in qualunque luogo e con pochissimi mezzi: in auto, nei negozi, negli aeroporti e in tutti i luoghi pubblici risuonano note e voci di tutte le stazioni. Ma soprattutto oggi non esiste più il problema della frequenza e dei conseguenti limiti di trasmissione sul territorio grazie a internet.

capo stazione L’agenzia più autorevole per capire lo stato di salute dell’universo radiofonico è “Audiradio” che dal 1988 indaga su quali siano le emittenti più ascoltate tramite il metodo Diari (basato su panel di ascoltatori) che sostituisce le vecchie interviste telefoniche e che è al centro di aspre polemiche sulla sua attendibilità. Comunque nel 2010 Radio Rai1 è al primo posto con 7.500.000 ascoltatori (al momento in cui scriviamo); segue Radio DeeJay, che ha superato la soglia dei 6 milioni puntando su conduttori come Fabio Volo e Linus, storico deejay conosciuto in tutta Italia. In crescita 102.5 e Radio Rai2 svettano oltre i 5 milioni; anche i dati di Radio Rai3 ascoltatori vince la scommessa incentrato su programmi Cedono un po’ il passo RDS e Radio Italia, mentre si mantengono stabili Radio Kiss Kiss e Radio R101, dove lavora Andrea Camerini, capo-autore di uno dei suoi programmi di punta del mattino, “La carica di 101”. «La radio negli anni ha sempre mantenuto un buon numero di ascolti – dice Camerini – e pur lavorando al suo interno da poco tempo, mi sono reso conto del fascino che riesce ancora ad esercitare. È un ottimo contenitore, soprattutto per i programmi di satira e attualità come il mio, ai quali altrove vengono spesso messi dei paletti; in radio ci viene lasciata carta bianca e anche la forte presenza della pubblicità non limita la nostra libertà. L’unico limite è la querela».

onda su onda Dunque la radio riesce ancora a conquistare ascoltatori di ogni età: secondo una ricerca Istat,“L’uso dei media e del cellulare in Italia”, le onde medie piacciono in egual misura a uomini e donne, ma con un netto sorpasso del gentil sesso in età giovanile. Le ragazze prestano più attenzione ai programmi rispetto ai coetanei, che si prendono la loro rivincita dopo i trent’anni. Senza dubbio a mantenere alta la popolarità delle radio ha contribuito anche la sua grande versatilità, che le ha permesso di competere ad armi pari con i diretti concorrenti. Infatti da alcuni anni in rete è possibile ascoltare in streaming (direttamente su internet) o scaricare con i podcast (file messi a disposizione di chiunque si abboni o si colleghi al sito di una trasmissione radiofonica) i programmi radio. L’esperimento è riuscito, ma se incide davvero sugli ascolti lo abbiamo chiesto a Stefania Benigni, responsabile dell’ufficio stampa di Radio Rai3: «Il podcast è stato inserito sul sito di Radio Rai3 solo 3 o 4 anni fa con ottimi risultati, soprattutto per le trasmissioni fuori dalle fasce orarie principali, come “Battiti” (in onda dalle 0,15 all’1,30 e che trasmette musiche nuove, jazz, sperimentali e world, ndr), che contano molto sul numero di scarichi. Al di fuori del popolo del web è una realtà ancora poco conosciuta che certamente non regge il confronto con l’ascolto classico: un programma con 600mila ascoltatori viene scaricato non più di 1.000 volte, coprendo così solo il 3-4 per cento degli ascolti. Ma il pubblico è sempre più interessato, tanto che abbiamo anche creato un programma ascoltabile solo nel sito, “Memoradio”. Pur fedeli ai metodi classici di trasmissione, puntiamo molto sulla rete e sulle sue possibilità». Speriamo che la radio riesca a vincere anche questa scommessa.