Morale della favola
La Tim si ispira al mondo delle fiabe per strappare clienti alle altre compagnie. Ma i buoni sentimenti cedono il posto a un po’ di perfidia.
L’enciclopedia del sapere condiviso, soprattutto quello della narrativa – di più, quello dei semplici e ingenui racconti delle favole che sembrerebbe così lontano e in contrasto con il mondo contemporaneo tanto complicato, cinico e scafato – è una risorsa formidabile per la pubblicità che talvolta vi attinge con spudoratezza. Ma in certi casi non senza una scintilla di vera creatività.
L’idea e lo scopo dell’ultimo spot della Tim sono quelli di attirare i clienti delle altre compagnie, per quanto affezionati siano al loro marchio. Per questo si ricorre a una sorta di sillogismo persuasivo che, però, non è fatto di proposizioni per così dire “razionali”, ma è organizzato lungo le linee di una similitudine narrativa. E allora che c’è di meglio che attingere ai temi di una delle favole più conosciute e forse anche più amate da grandi e piccini: “La bella addormentata nel bosco”?
Naturalmente, con una strizzata d’occhio allo spettatore televisivo, lo spot rilegge la favola in chiave quantomeno sbarazzina e dissacrante, “al quadrato”, attivando del personaggio della “bella addormentata” non le proprietà leggiadre che le vengono attribuite dal racconto originale, ma quelle che le attribuirebbe un suo detrattore, cioè di “dormire cataletticamente” in occasioni in cui, invece, sarebbe bene “stare con gli occhi ben aperti”. E così, nella storia reinterpretata dallo spot, il principe azzurro arriva nel bosco dove la bellissima fanciulla è distesa su un letto di fiori, immersa in un sonno profondo. Il principe si china per baciarla, ma l’unica reazione che ottiene è che la bella addormentata si gira su un fianco con una sorta di assonnato grugnito.
Riprova, ma l’impazienza e i ritmi del mondo circostante non consentono soste né attese inutili: su una spider arriva un’altra bella ragazza, Chiara, simbolo di Tim e, come dice il pay off, dell’”Offerta riservata a chi passa a Tim da altro operatore”. Il principe non se la lascia sfuggire e (abbandonando il cavallo con tutto il mondo delle favole) salta sull’auto di lei, non senza aver prima lasciato una sveglia accanto alla bella addormentata. Qual era il sillogismo? Eccolo: “Chi sta dietro alle belle addormentate (leggi: le altre compagnie telefoniche) perde delle occasioni; il principe (pur innamorato della sua bella) decide di non seguirla; ergo coglie i vantaggi della fuga con Chiara-Tim. Il mondo delle fiabe è un mondo di buoni sentimenti, ma la tirata di Tim alle altre compagnie non è priva di perfidia.










