Musica da cani

Dalla musica alla lavatrice e chi più ne ha più ne metta. Per la cura e il benessere degli amici a quattro zampe non si bada a spese, ma sarà vero che rispettiamo le loro esigenze?

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Chopin, Mozart, Beethoven ma anche brani pop e rock: d’ora in poi anche la musica preferita da orecchie umane potrà essere ascoltata insieme al proprio animale domestico. O almeno è quanto giura un’azienda americana, specializzata in prodotti per il benessere psico-fisico degli amici a quattro zampe che ha immesso sul mercato delle speciali casse acustiche con un range diverso e limitato di frequenze da poter essere percepito anche da orecchie “non umane”. Musica da cani insomma, ma non solo: l’azienda a stelle e strisce assicura che l’ascolto sarà a portata di udito anche di gatti e cavalli.
umano troppo umano Dalla musica per arrivare alla “lavatrice” (cfr. box), le proposte del mercato per la cura e il benessere degli animali da compagnia sembrano non conoscere più limiti: sintomi di un’umanizzazione eccessiva o di una maggiore consapevolezza del diritto a soddisfare le loro esigenze? «In questi ultimi anni senza dubbio si tengono in maggiore considerazione gli animali da compagnia – risponde il veterinario Daniele Merlano, specializzato in medicina comportamentalista che applica la psicologia ai comportamenti animali per correggerli e modificarli con una terapia specifica –. Ma non sempre si comprendono le vere necessità etologiche degli animali». Così per il numeroso popolo dei Fido che abitano le case italiane, la tendenza sembra quella di aver aumentato le attenzioni e il carico affettivo nei loro confronti, dimenticando o più spesso non conoscendo le loro reali esigenze. «Il cane – spiega Merlano – oltre a essere un animale sociale obbligato, è anche collaborativo: si riconosce in un gruppo e per sua natura vuole fare la sua parte». Correre e giocare sicuramente, ma anche consolare, accudire, coccolare il suo alter ego umano. Condividere insomma la vita del suo compagno a due zampe.
malumore «Un ruolo che, però, non sempre gli è concesso di ricoprire, tanto che a volte si innescano comportamenti incomprensibili per i proprietari », prosegue l’esperto. Invece di arrabbiarsi o etichettare il proprio Fido come indisciplinato o aggressivo, può essere utile avvalersi dell’aiuto del cosiddetto psicologo canino: «Mentre l’addestratore lavora sull’educazione dell’animale – sottolinea Merlano – il veterinario comportamentalista agisce sul patologico: dai disturbi legati allo sviluppo del cucciolo agli shock che l’animale ha subito da adulto».
Appartamenti messi sottosopra, scarsa socialità, sbalzi d’umore, stati di malinconia che tanto somigliano alla depressione umana: questi e mille altri comportamenti spesso altro non sono che segnali lanciati dall’amico a quattro zampe per comunicare un disagio. «Attraverso l’osservazione del cane e del rapporto con la sua figura di riferimento – conclude Merlano – lo psicologo canino mostra come modificare la comunicazione, fornendo indicazioni pratiche sulle tecniche, perlopiù di gioco, da adottare». Una volta indicata la strada, starà poi alla sensibilità e alla capacità umane riuscire a trovare un linguaggio comune. E se la musica può aiutare, ben venga: a patto che l’ascolto sia davvero un “paso doble”!
 

MI FIDOCome la legge tutela gli animali.
La legge 281 del 1991 promuove e disciplina la tutela degli animali da affezione, fissando limiti precisi non solo per chi li ha, ma anche per chi entra in contatto con loro. Primo obbligo per i proprietari di cani è l’iscrizione all’anagrafe canina (www.anagrafecanina.com) regionale. L’iscrizione è gratuita, va fatta entro due mesi dall’acquisizione del cane al Comune o alla Asl di riferimento e impone un tatuaggio indolore per l’animale. In alcune regioni è stato sostituito da un microchip iniettabile detto anche trasponder, più pratico e sicuro perché non richiede anestesia e non scolorisce come l’inchiostro. All’anagrafe va comunicata anche la cessione, lo smarrimento o il decesso dell’animale registrato: indispensabile per ritrovare i cani smarriti, il registro ha l’obiettivo di disincentivare i furti e gli abbandoni. In particolare, il Codice penale punisce tutti coloro che abbandonano un animale custodito nella propria abitazione, così come tutela ogni animale dai maltrattamenti: l’art. 727 punisce anche trattamenti apparentemente innocui nei quali gli animali sono sottoposti a “comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche anche etologiche” nonché la custodia “in condizioni incompatibili con la loro natura”, come può essere una gabbia troppo piccola o una catena troppo corta. L’art. 544-bis dello stesso codice punisce (più gravemente!) l’uccisione “senza necessità”. Sempre la legge 281/91 prevede poi il diritto alla vita anche per i cani “vaganti” che non possono più essere soppressi né destinati alla sperimentazione. Ricoverati nei canili, i “trovatelli” vengono tatuati e se non sono reclamati entro 60 giorni possono essere adottati.

LAVA E ASCIUGA È in funzione la lavatrice per Fido.
È l’ultima diavoleria in fatto di igiene canina: si tratta della lavatrice per Fido che per ora può essere sperimentata solo al Dog World, un supermercato per animali di Tokyo. Per soli 10 dollari (poco più di 7 euro), il premuroso padrone può inserire nell’apposita macchina il proprio Fido, selezionare il programma e ritirarlo 30 minuti dopo completamente lavato, asciugato e profumato. Il sistema – assicura l’azienda produttrice – è del tutto sicuro. Più economico della classica toelettatura, non sembra tuttavia molto gradito ai consumatori finali: almeno a giudicare dal barboncino usato per mostrarne il funzionamento, come testimonia il video sul sito del Daily Thelegraph (www.telegraph.co.uk). Vedere per credere.