Navigazione sicura
Il boom dei social network, innescato dal fantasmagorico successo di Facebook, ha avuto il merito, soprattutto nei paesi tecnologicamente arretrati come il nostro, di avvicinare a internet una grandissima massa di persone che fino a quel momento se ne teneva lontana, vuoi per diffidenza, fatica o semplice disinteresse. Questa massa di nuovi utenti, però, trainata dalla ludica socialità dei social network, s’è catapultata sul web senza gradualità e senza quell’apprendimento e quelle cautele che ogni nuovo ambiente dovrebbe comportare.
Così la rete è stata sommersa da una marea di dati sensibili e personali (nomi, cognomi, indirizzi, telefoni, foto, dati aziendali e così via) che mettono seriamente a repentaglio privacy e sicurezza di chi, con tanta leggerezza, li rende pubblici, pensando magari di condividere quei dati solo con quattro amici e non, come quasi sempre accade, con centinaia di milioni di sconosciuti, tra cui un discreto numero di malintenzionati. Insomma, cari social-lettori, la parola d’ordine è solo una: prudenza.
Ce lo ricorda anche l’autorevole agenzia europea Enisa (European Network & Information Security Agency) la quale ha di recente pubblicato un poderoso documento di analisi sul mondo dei social network contenente, in conclusione, alcune regole d’oro per proteggere la propria presenza sulla rete. In breve ricordate sempre: un social network è uno spazio pubblico. Non fornite informazioni sensibili su di voi o su altri, un malintenzionato potrebbe usarle per spacciarsi per voi, se non peggio. Non usate nome e cognome, meglio un nickname o pseudonimo. Ogni foto o video che mettete in rete è virtualmente un passo senza ritorno, poiché chiunque può copiarli e diffonderli al di fuori del vostro controllo. Siate selettivi, scegliete i vostri contatti e amici virtuali con attenzione, e date la vostra fiducia solo a contatti di cui siete sicuri.
Abbiate a cuore la privacy degli altri. Informatevi: leggete sempre il contratto di servizio del vostro social network. Usate i settaggi di privacy offerti dal sistema per regolare l’accesso di estranei a ciò che condividete sul network. Infine, non mescolate le relazioni lavorative con le amicizie. Non usate l’e-mail del lavoro per iscrivervi ai social network. Proteggete riservatezza e reputazione del vostro luogo di lavoro: potrebbe andarne di mezzo la vostra carriera.
PAROLA D’ORDINE
Ci sbattiamo il capo fin dall’inizio, fin dalla prima connessione a internet: inserire la password. Da lì in poi, qualsiasi servizio web si voglia usare, è tutto un continuo arrabattarsi con queste password: crearle, ricordarle, digitarle. Poiché da esse dipende la sicurezza di tutto ciò che siamo e che facciamo in rete, è importante far sì che siano sicure. Una password sicura, innanzitutto, è lunga minimo 8 caratteri (ma c’è chi dice 14!): più lunga è, meglio è. Poi non contiene solo lettere dell’alfabeto, ma anche numeri, maiuscole, simboli, insomma tutto ciò che è digitabile su una tastiera: più diversificata è, meglio è. A tal fine, una classica tecnica può essere quella, una volta scelta una sequenza di caratteri alfabetici, di sostituire le “A” col simbolo “@”, le “E” col numero “3”, le “I” col numero “1”e così via.
Inoltre una password sicura non è mai sicura per sempre: di qui la buona abitudine di modificare le proprie password con regolarità. Infine per i servizi importanti (casella di posta, account bancario on line, cose così) è fondamentale avere password differenti per ogni servizio e non un’unica valida per tutti.












La prudenza che tu consigli
La prudenza che tu consigli non è mai troppa. Nel piccolo della mia esperienza, confrontandomi ad esempio con alcuni amici, vedo che molti di loro hanno mai dato uno sguardo alle impostazioni della privacy, che pure sono importanti.
A mio avviso però Internet rimane una casa trasparente, quindi quando scriviamo o narriamo qualcosa dovremmo essere certi che non sia qualcosa di troppo personale da dare in pasto ad una platea virtuale di milioni di individui.
Alcuni addirittura scrivono di ubriacature, "viaggi" ed altro che non sarebbe proprio opportuno scrivere (ancora meglio sarebbe non farlo).
Soprattutto i più giovani,che poi si affanneranno ad inviare una valanga di curriculum alle aziende per un posto di lavoro, stiano attenti quando parlano delle loro pazze serate con i loro amici.
Rimane traccia nel web delle loro azioni, non è una chiacchierata intima a due come lo era nella mia gioventù degli anni '70-'80.
Non sono consigli da vecchia zia, ma avvertimenti di chi a 51 anni ha fatto un pò di cammino in più di loro.
In sintesi la prudenza che dice il nostro amico Luca Carlucci, più responsabilità e consapevolezza, quando entriamo nel web.
E poi cominciamo a pretendere maggiore tutela dei nostri dati da parte di tutti i social network.
La condivisione è bellissima, però l'ultima parola sulla scelta di chi condivido deve essere sempre la mia di utente.
Viterbo, 23 maggio '10
Giovanni Fonghini
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