Nemiche per la pelle
Contro la vitiligine arriva la microfototerapia.
I fan di Michael Jackson sanno bene che cos’è la vitiligine. Il loro beniamino era, infatti, afflitto da una forma così grave di questa malattia che ha sottoposto la sua pelle a ripetuti trattamenti sbiancanti per darle uniformità. La vitiligine è caratterizzata dalla comparsa sulla cute o sulle mucose di chiazze non pigmentate, zone dove manca del tutto la colorazione dovuta al pigmento della pelle, la melatonina. Questa viene prodotta negli strati più profondi dell’epidermide da cellule specializzate dette melanociti, che nella vitiligine muoiono o smettono completamente di produrre pigmento. Le conseguenze, soprattutto nelle pelli scure, sono di grande impatto estetico e causano molti problemi psicologici alle persone affette, poiché il volto e le mani sono le aree più colpite, rendendo il malato “diverso” dagli altri e spesso discriminato per questo.
a corto raggio Ma oggi un rimedio arriva dalla microfototerapia, chiamata Bioskin. Si tratta di una terapia a luce fredda capace di curare la vitiligine e migliorarne in modo marcato gli esiti estetici. È solo una delle ultime novità nel campo della ricerca su questa malattia che, si è scoperto, non è semplicemente un problema dermatologico, ma di origine autoimmunitaria associata a squilibri della tiroide e di altri organi. La microfototerapia che è in grado di guarirla consiste nell’irradiazione della zona priva di pigmento con una luce ad una specifica lunghezza d’onda che consente ai melanociti vitali di moltiplicarsi e riattivarsi andando a ripristinare la melatonina.
Il Bioskin emette in maniera specifica e selettiva un fascio di luce ultravioletto di tipo B solo dove serve, senza aumentare il contrasto di colore fra la cute sana e la macchia. I raggi UVB di Bioskin sono quelli più efficaci nella terapia della vitiligine poiché stimolano in modo ottimale i melanociti e sono attivi sul sistema immunitario della cute. Diversamente da tutti gli approcci terapeutici che utilizzano radiazioni ultraviolette su ampie superfici cutanee, la terapia Bioskin veicola microdosi di energia nelle sole zone cutanee affette e non provoca il fotoinvecchiamento della pelle.
e la macchia se ne va Ogni seduta, che viene effettuata esclusivamente dallo specialista dermatologo, consiste nell’irradiazione degli UVB sulle macchie interessate, escludendo le parti sane. Il fascio di luce fredda permane sulla cute per un tempo massimo di 6 secondi su ogni centimetro quadrato della macchia. La terapia viene ripetuta una volta al mese, effettuando complessivamente 1-3 sedute nella stessa mattinata o pomeriggio secondo la vastità delle aree. Non sono stati documentati effetti collaterali.
Il trattamento ha una durata variabile secondo l’estensione delle aree affette e della risposta individuale, anche se generalmente il volto, l’inguine, le ascelle, i genitali, il collo, il seno e le cosce sono le regioni che per prime si ri-pigmentano, mentre le zone terminali vicine alle unghie delle mani e dei piedi impiegano più tempo. Solitamente dopo 10-12 sedute è possibile intuire la velocità di guarigione delle singole chiazze di vitiligine nel singolo paziente che potrà finalmente tornare ad una vita normale.
■ Info www.vitiligine.com I centri che curano con Bioskin in Italia sono: Centro Bioskin Milano, Clinica Villa Benedetta (Roma), Centro Salute (Montecatini Terme), Clinica Diaz (Padova).












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