Oltremodo

Oltre quella sedia, un’associazione e una compagnia teatrale fatta anche da attori disabili, giovani e anziani, impegnati nel “teatro delle emozioni”. E grazie a OQS alcune donne disabili riescono a vivere in modo indipendente

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Operatore sociale, triestino, 36 anni, Marco Tortul è il fondatore di Oltre quella sedia, associazione che ha dato vita nel capoluogo friulano all’omonima compagnia teatrale (http://oltrequellasedia.blogspot.com) composta da trenta attori di cui la metà con varie disabilità. Com’è nato il gruppo? «8 anni fa avevo sperimentato il teatro delle emozioni e l’ho riproposto nella cerchia delle mie conoscenze. Ad aderire sono stati due ragazzi con la sindrome di down e due con disagio mentale. Da questi “quattro gatti” è partito lo stile teatrabilità».
Cioè? «Trasferire le emozioni in atto scenico con l’aiuto della musica: sul palcoscenico ci si può mostrare per quello che si è senza temere il giudizio degli altri. Un’esigenza di tutti perché ognuno è disabile in qualcosa, per timidezza, sensi di colpa, insicurezze: sentimenti che si possono trasformare in creatività». Uno stile che ha avuto successo. «Con il semplice passaparola siamo arrivati a un gruppo fatto di gente diversissima, da mia figlia Alice di 11 anni a persone oltre i 70 anni, disabili e non solo, ciascuno con qualcosa da imparare e insegnare. Oggi OQS è iscritta alla Federazione italiana teatro amatoriale». Quant’è costato questo risultato? «All’inizio ho pagato un isolamento che mi ha quasi portato a desistere, ma grazie alla forza del piccolo gruppo iniziale siamo riusciti a non mollare. Sempre la forza del gruppo mi ha convinto a continuare quando il progetto è cresciuto talmente da essere troppo impegnativo per me solo».OQS è stato replicato anche altrove? «A Udine è nato un gruppo simile, mentre con il progetto Ponte H facciamo teatro delle emozioni nelle classi dalla materna all’Università, dove i nostri attori disabili educano i “normali” all’approccio con la diversità. Da due anni poi abbiamo avviato “La vita che vorrei”: in un appartamento a carico delle famiglie, otto donne disabili tra i 18 e i 45 anni si mettono alla prova nella vita indipendente, secondo i loro tempi». Un sogno ancora da realizzare? «Uno spazio OQS dove chiunque possa sperimentarsi in varie arti».