A onor del vero
19 luglio 1992. Un boato scuote Palermo. Uccidono il giudice Borsellino e i suoi agenti di scorta. Caponnetto quando creò il pool antimafia l’aveva voluto accanto a sé su consiglio di Giovanni Falcone. Caponnetto il 24 luglio 1992 ai suoi funerali disse: «Paolo è morto servendo lo Stato in cui credeva così come prima di lui Giovanni e Francesca. Ma ora questo stesso Stato che essi hanno servito fino al sacrificio deve dimostrare di essere veramente presente in tutte le sue articolazioni, sia con la sua forza sia con i suoi servizi. È giunto il tempo delle grandi decisioni e delle scelte di fondo, non è più l’ora delle collusioni, degli attendismi, dei compromessi e delle furberie [...] solo così attraverso questa rigenerazione collettiva, questa rinascita morale, non resteranno inutili i sacrifici di Giovanni, di Francesca, di Paolo e di otto agenti di servizio. Anche a quegli agenti che hanno seguito i loro protetti fino alla morte va il nostro pensiero, la nostra riconoscenza, il nostro tributo di ammirazione».
14 maggio 1993, Roma, fallisce un attentato nei confronti del giornalista Maurizio Costanzo. 27 maggio 1993, Firenze, strage di via dei Georgofili. 27 luglio 1993, Milano, strage alla Villa Reale. 27 luglio 1993, Roma, bomba davanti alla Chiesa di San Giovanni Laterano. 28 luglio1993, Roma, bomba davanti alla Chiesa di San Giorgio al Velabro. 31 ottobre 1993, Roma, fallisce l’attentato allo stadio olimpico.
17 luglio 2009, viene riaperta l’inchiesta sui mandanti della strage di via D’Amelio. Il quotidiano “La Repubblica” fa l’ipotesi dell’agente segreto con il viso da mostro.
19 luglio 2009, Totò Riina comunica che non c’entra con il delitto di Borsellino e che non ha scritto il papello che ha in mano Ciancimino jr.
19 luglio 2009, il sen. Di Lello, già componente del pool di Caponnetto, su “Liberazione” dice che difficilmente i servizi deviati utilizzerebbero agenti riconoscibili come il «mostro». Dopo diciassette anni la verità si avvicina? Speriamo. Occorre essere prudenti come serpenti, semplici come colombe e vigili come cani da guardia.
24 luglio1993, Caponnetto conclude la sua preghiera leggendo quanto scritto per Paolo sotto un bellissimo lilium: “un solo grande fiore per un solo grande uomo solo”.











