Parola di socio

L’ultima parola è la loro. Solo in Coop i soci sono chiamati a testare i prodotti a marchio che, solo dopo la loro approvazione, finiscono in vendita sugli scaffali con tanto di logo di garanzia.

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Il socio attivo in Coop è in prima linea, sempre. Soprattutto nella scelta dei prodotti a marchio di cui diventa l’ultimo “giudice” prima che a questi venga dato l’ok per la vendita. Come? Coinvolgendoli in test che si effettuano principalmente nei punti vendita. Ovviamente il prodotto segue prima tutto il suo iter di analisi e test di controllo, ma prima di apporvi il marchio Coop, ecco che viene interpellato il socio attivo. Il progetto si chiama Approvato dai soci ed è partito a giugno 2001 con l’obiettivo primario di verificare la qualità percepita dal consumatore.

«Il prodotto che viene sottoposto al test – spiega Lorena Sartini, responsabile Attività di consumerismo di Unicoop Tirreno – viene messo a confronto con lo stesso prodotto di una marca leader (nel caso della pasta, per esempio si confronta con Barilla). La prova si svolge ogni volta in un negozio Coop diverso e il tutto è altamente “blindato”: i soci reclutati mentre fanno la spesa non sanno cosa vanno a testare. Si sottopongono quindi all’assaggio dei prodotti e poi compilano la scheda di valutazione esprimendo un giudizio che va da 1 a 5. Se il prodotto che vorremmo diventasse a marchio supera la media di votazione di 3,8, può essere messo in vendita come prodotto Coop. Se non dovesse superare invece la prova, verrà rimandato indietro, migliorato e successivamente ritestato».

In Coop (sono 9 le cooperative che mettono in pratica l’Approvato dai soci) questo progetto viene definito come “il più distintivo di distintività” che, oltre a valorizzare il forte impegno della cooperazione di consumatori per la qualità dei prodotti a marchio, vede anche una forte partecipazione attiva dei soci per verificare le scelte che si intendono fare. «I prodotti approvati dai soci – continua Sartini – sono riconoscibili dal logo. Ma non sempre i test vengono svolti subito: se per motivi organizzativi il prodotto a marchio è già sullo scaffale e il test viene svolto successivamente, se i risultati sono negativi, viene tolto dalla vendita.

Così come vengono sottoposti a verifica anche alcuni prodotti che sono già in assortimento e che devono essere migliorati. Nell’anno passato abbiamo fatto 33 test in altrettanti negozi e abbiamo coinvolto più di 2.000 soci».

test è Ma chi è il socio che viene sottoposto al test? Certamente il socio attivo che si reca a fare la spesa nel negozio Coop; poi viene scelto un campione in base alle fasce di età, 12 donne dai 18 ai 44 anni, 16 donne dai 45 ai 64 anni, 5 donne oltre i 64, 5 uomini dai 18 ai 44 anni, 7 uomini dai 45 ai 64 anni, 5 uomini oltre i 64 anni. In tutto sono 50 soci che devono giudicare il prodotto sottoposto al test. Ognuno di questi soci riceve in omaggio un sacchetto contenente i folder di Coop in carta riciclata e un prodotto a marchio che di solito fa parte della linea Solidal perché si cerca di promuovere anche l’importanza dell’aspetto etico del mondo Coop. Ma l’unione tra l’aspetto commerciale e solidale del mondo Coop si può ritrovare anche in altri progetti legati sempre all’Approvato dai soci: «Come Unicoop Tirreno – continua Lorena Sartini – abbiamo sviluppato i progetti Approvati extra e Pasta così dove la prova di gradimento esce fuori dai punti vendita e coinvolge circa 300 soci e consumatori in contesti diversi come un ristorante, il So.Spe di Roma, il carcere di Porto Azzurro. Nella nostra azienda vengono sottoposti ai test anche i colleghi della sede di Vignale cui viene chiesto un pre-approvato: se apprezzano un determinato prodotto questo viene sottoposto al test con i soci.

Per una Cooperativa come la nostra sviluppare questo tipo di attività ha un’importanza fondamentale perché riesce a integrare l’aspetto commerciale con il coinvolgimento dei soci e con quello del punto vendita, dimostrando il rapporto vero che c’è tra la Cooperativa e i suoi soci».