A sommo studio
Una pagina di storia o di scienze, una definizione di matematica, le regole di grammatica di una lingua. Studiare bene è soprattutto una questione di metodo. Repetita iuvant, ma non basta.
A chi non è mai capitato di dimenticare un appuntamento, una ricorrenza, l’argomento di storia studiato il giorno prima, il nome di una persona? E frasi del tipo “ho studiato tutto il giorno ma non mi ricordo niente” oppure “all’esame ho avuto un vuoto di memoria e sono andato nel pallone”, se non le abbiamo pronunciate noi sicuramente un compagno di studi. leggi tutto »
Avviso di chiamata
Cresce il numero dei volontari e tocca quota dieci il numero delle città in cui è attivo. Con Ausilio, il servizio organizzato da Unicoop Tirreno di consegna della spesa a domicilio, un aiuto concreto ad anziani, disabili e persone in difficoltà. Basta chiamare, in tanti rispondono.
Si fa una telefonata, una o due volte alla settimana, si prende l’ordine della spesa, lista alla mano si va al supermercato e si consegna la spesa a casa, insieme ad altri volontari, per lo più con l’auto dell’associazione che fa il giro delle consegne, magari dopo aver fatto – come a Livorno – una mappa a colori della città, usando borse colorate come la zona in cui si è ricevuto la richiesta del servizio. leggi tutto »
Genitori e figli
La parola al sociologo Ilvo Diamanti.
Professor Diamanti, la ricerca fa riferimento a persone dai 15 ai 35 anni. Perché si è giovani fino a 35 anni? «Tutte le indagini ormai arrivano a quest’età, anche perché si definiscono adulti coloro che raggiungono un certo grado di autonomia. Difficile trovare qualcuno che a 27-28 anni non sia più a casa dei genitori. Difficile trovare persone con un lavoro ben remunerato e non precario a 35 anni. Questo significa che hanno ancora bisogno dei genitori e cioè non sono ancora adulti. L’età giovanile si è allungata anche perché è la nostra stessa società che tende a dilatare all’infinito il concetto di gioventù. Per escludere dalle risorse economiche le persone appartenenti a questa categoria, per tenerle ai margini». leggi tutto »
Badante a te...
...purché cyber. Ad assistere gli anziani in casa sarà presto un robot.
Presto la tecnologia potrebbe venire in aiuto delle famiglie in cerca di un assistente per gli anziani e non più completamente autosufficienti. La messa a punto di un “badante robotico” è infatti lo scopo del progetto “Ksera” (Knowledge service robots for ageing) finanziato in gran parte dall’Unione Europea. Il nuovo robot sarà in grado di muoversi all’interno di un’abitazione per aiutare gli anziani e consentire loro di mantenere quanto più a lungo possibile la loro indipendenza. La casa, naturalmente, avrà bisogno di essere adattata al linguaggio del robot, che non può riconoscere e operare manualmente su tutti gli strumenti presenti, dalla manopola del forno al rubinetto del gas. leggi tutto »
Digitale e quale
Nessuno ha pensato ai più poveri e agli anziani, l’anello debole del passaggio, sia pur inevitabile, al digitale terrestre. leggi tutto »
Badate a voi
Se non ci fossero loro tante famiglie italiane non saprebbero come assistere anziani, malati, portatori di handicap e persone non autosufficienti. Sono più di un milione e mezzo, quasi tre su quattro straniere, in aumento negli ultimi anni del 37 per cento. Eppure secondo gli esperti in un prossimo futuro potrebbero non bastare per il bisogno di assistenza di un paese sempre più vecchio e sempre più povero che forse non potrà permettersele. Universo badanti e badati...
In Italia lavorano tra le 800mila e il milione di badanti. L’80 per cento sono straniere e 360mila sono irregolari. Almeno lo erano fino al 30 settembre, quando sono scaduti i termini per la regolarizzazione di badanti e colf. Si tratta di un esercito di lavoratrici venute in soccorso di quasi 2,5 milioni di famiglie che spendono più di nove miliardi di euro l’anno per coprire la pesante assenza dello Stato nelle politiche di sostegno alla famiglia. leggi tutto »
Sulla carta
Costi elevati di gestione, denaro sottratto ai comuni, solo il 4 per cento delle famiglie italiane che ne beneficia. Il grande spot della SocialCard anziché investimenti su pensioni, assegni familiari, sostegni per il terzo figlio, in aiuto ai più poveri. leggi tutto »













