Intrigo internazionale
Il sistema bancario arrogante e manipolatore nel film “The International”. leggi tutto »
La retromarcia
Risparmi e nuovi diritti per i consumatori, burocrazia più snella, concorrenza trasparente sui prezzi. Ma adesso i provvedimenti del Governo minacciano le liberalizzazioni per banche, farmacie, assicurazioni, telefonia mobile ecc. E a perderci, come sempre, sono i cittadini.
Per un semplice passaggio di proprietà dell’automobile bisognava andare dal notaio. E pagare. Chiudere un conto corrente costava più che tenerlo. E per ogni ricarica telefonica, non si sa bene perché, bisognava regalare alle compagnie una tassa fissa. Sono passati neanche tre anni da quando l’allora Governo Prodi e il suo Ministro allo Sviluppo economico Bersani, con una manovra in due tempi introdussero importanti liberalizzazioni e notevoli facilitazioni nella normativa a tutela dei consumatori e degli utenti. Norme che, abolendo odiosi balzelli e incomprensibili privilegi, aprirono finalmente i mercati alla libera concorrenza in settori vitali per le tasche dei consumatori: dalle banche alle assicurazioni, dalle farmacie ai taxi, dalla telefonia mobile a decine di altri settori della vita economica che fanno risparmiare alle famiglie italiane centinaia di euro ogni anno. leggi tutto »
Tasso nella manica
Dal primo agosto in vigore i nuovi tassi di interesse per i soci prestatori di Unicoop Tirreno. I rendimenti calano in linea con l’andamento del mercato, ma restano ancora convenienti rispetto a strumenti analoghi.
L’ulteriore e considerevole calo dei tassi d’interesse, registrato sui mercati finanziari negli ultimi mesi, ha costretto tutti gli operatori (Istituti di Credito, Poste e Stato italiano) a ridurre il tasso corrisposto ai risparmiatori. Quest’ennesima contrazione, che ha portato il rendimento del Bot annuale, tolte tasse e commissioni massime, allo 0,85 per cento – 0,46 netto – (asta del 15/7/09) e il tasso praticato dalla Banca Centrale Europea all’1 per cento, ha costretto anche Unicoop Tirreno a un nuovo adeguamento dei tassi d’interesse corrisposti ai soci prestatori che è entrato in vigore dal primo agosto scorso. leggi tutto »
Banca popolare
Canzoncine orecchiabili, testimonial comici, slogan amiconi e tanti sorrisi.
Appese al chiodo giacche e cravatte e quell’aria professionale e un po’ snob, gli istituti bancari negli ultimi tempi si affidano a spot frizzanti, leggeri, un po’ naif, allo scopo di presentarsi al pubblico con un’immagine amichevole che sembra piacere tanto.
Ha cominciato San Paolo Imi col “Ti amo bancario” di Luciana Littizzetto, ha proseguito Intesa San Paolo con le interviste della Gialappa’s a bancari simpatici e un po’ imbarazzati; si è aggiunto poi il Credito Cooperativo con “La mia banca è differente” e il cliente che tentava di far cantare il povero tassista, fino all’apoteosi de “È il conto per me, fatto a posta per me” dell’istituto di credito on line CheBanca.
Tante menti pubblicitarie spremute per un effimero minuto di allegria che resta lì, in Tv, per essere spazzato via di fronte all’ennesima, gonfiata rata del mutuo.
«il Prestito sociale è solido, perché è solida la Cooperativa»
Tre domande fondamentali sul Prestito sociale a Fernando Pellegrini, responsabile finanza di Unicoop Tirreno.
L’attuale crisi finanziaria coinvolge anche la Cooperativa?
«L’attuale crisi finanziaria non coinvolge la Cooperativa ma interessa principalmente e più direttamente il sistema bancario internazionale e la capacità di questo di adempiere agli obblighi verso i propri clienti». leggi tutto »
Ridimensionare la finanza
Intervista a Emiliano Brancaccio, docente di macroeconomia all’Università del Sannio
«L’economia mondiale non è in crisi solo per la mancanza di fiducia, è in crisi perché la continua e progressiva erosione dei redditi ha determinato un calo della domanda mondiale». Emiliano Brancaccio, docente di macroeconomia presso l’Università del Sannio, ha le idee piuttosto chiare sulle ragioni della crisi. Ma è scettico sugli effetti benefici delle misure di salvataggio delle banche messe in atto dagli Stati e teme che le conseguenze sull’economia reale saranno pesantissime se lo Stato non assume un ruolo diretto nella raccolta e nell’orientamento dei flussi di denaro. leggi tutto »
La fine di Wall Street
Intervista a Tito Boeri, docente di economia all’Università Bocconi di Milano.
Cosa cambia con la crisi dell’economia e della finanza mondiale? Lo abbiamo chiesto al professor Tito Boeri, docente di economia all’Università Bocconi di Milano. «La tempesta che stiamo vivendo è la fine di Wall Street così come l’abbiamo conosciuta in questi anni, la fine di alcuni gruppi finanziari e della libertà di cui hanno goduto. leggi tutto »













