Arte sacra
L’atmosfera è di quelle che non hanno eguali, a Napoli prima di Natale: il presepe, la Reggia di Capodimonte, l’arte antica e moderna, le vestigia elleniche, le voci cantilenanti per le strade, nelle piazze. Un viaggio tra sacro e profano, più sacro che profano.
Vuoi per il riscaldamento del clima, vuoi per l’uniformarsi di tutte le celebrazioni, che spesso e volentieri si risolvono in mercatini con stand enogastronomici, nella maggior parte dei luoghi il ponte dell’Immacolata somiglia a un qualsiasi weekend autunnale. E a chi non è cristiano – o per qualsiasi motivo è allergico al Natale – potrebbe pure andare bene così. Chi, invece, adora l’atmosfera prenatalizia, chi si ribella contro il tempo sempre uguale a se stesso e chi viaggia anche per osservare le abitudini altrui, il ponte dell’Immacolata dovrebbe trascorrerlo a Napoli. Qui a dicembre la vita quotidiana della comunità viene scandita dal calendario religioso. leggi tutto »
Made in chinotto
Torna ai fasti delle origini il Chinotto Neri degli anni Sessanta, bevanda “cult” della tradizione italiana oggi rilanciata da un’azienda di imbottigliatori campani.
Un’ordinata processione di bottiglie, bottigliette e lattine incontro a un’imponente architettura di ingranaggi, che, a dispetto delle sgraziate apparenze, è capace di “maneggiare” con estrema cura il vetro e la plastica. In un baleno vengono riempiti, tappati, etichettati e confezionati centinaia di Chinotti Neri che finiscono in bottiglia dopo aver superato infusioni, miscelazioni, decantazioni, filtraggi e pastorizzazioni passando dai tini ai torchi, dagli alambicchi alla sala degli sciroppi. Un processo produttivo completamente automatizzato che avviene ancora all’interno dello storico stabilimento di Capranica (VT) – dove il Chinotto Neri è nato nel 1949 – sotto la supervisione di una dozzina di dipendenti, se si escludono gli stagionali, che tengono costantemente sotto controllo la produzione di una delle bevande analcoliche di maggior seguito tra le giovani generazioni degli Anni Cinquanta-Sessanta. leggi tutto »
Sommi capi
Con la carne di bufalo tante ricette da leccarsi i baffi, ma solo quella del pregiato bufalo mediterraneo italiano.
leggi tutto »Noce in capitolo
Regina della frutta secca e protagonista di leggende sulle streghe, la pregiata noce di Sorrento color bianco crema. leggi tutto »
Presi in castagna
Un giro tra i castagneti toscani, laziali e campani, dove nascono frutti-non frutti di grande qualità leggi tutto »
Napule è
Da Napoli a Caserta a Sant’Agata dei Goti, la Campania delle belle arti e della buona tavola.
“Napule è mille culure”. È Vesuvio e mandolino, Pulcinella e San Gennaro, la smorfia, Totò. È la canzone napoletana, il cinema di De Sica, la commedia di Scarpetta e dei De Filippo. “Napule è addore ‘e mare” ma anche profumo di tazzulelle ‘e cafè e di sfogliatelle calde, di pasta cresciuta, sciurilli e crocchè di patate che escono fumanti dalle friggitorie tipiche del centro storico. È la pizza a libretto ripiegata in quattro, la pizza fritta che Sophia Loren vendeva a credito in un episodio del film “L’oro di Napoli”, la pizza al metro della penisola sorrentina. leggi tutto »
Sotto questo sole
Pesche, zucchine, melanzane, sempre fresche dalla Cooperativa Sole di Parete a tutti i punti vendita di Unicoop Tirreno.
C’è sempre il sole sulla frutta di Parete. Il sole dà il nome alla cooperativa che la produce, il sole splende sul marchio di vendita dei prodotti, alla luce del sole nascono e vengono lavorati. Pesche, zucchine, melanzane, susine arrivano di buon mattino dentro le cassette, fresche, profumate per uscire prima di sera confezionate ed etichettate, pronte per il consumo. Dalla mattina alla sera è il breve tempo che passa tra la consegna della frutta e verdura in azienda e la successiva spedizione. leggi tutto »













