Indecisi a tutto
Stress, fatica, ansia, anche mal di testa. Come funzionano corpo e mente quando dobbiamo prendere una decisione. Più difficile è, più il cervello è “sotto pressione”.
Di fronte a una decisione professionale, economica o amorosa come funziona il nostro cervello? È razionale, riflessivo o emotivo? Perché reagisce in quel modo? Decidere significa scegliere, lo sanno bene i neurobiologi che hanno studiato come i processi decisionali e quelli emotivi interagiscono per generare un comportamento ottimale. Hanno dimostrato che è il corpo a decidere per noi: i segnali salgono dal sistema limbico in direzione della corteccia prefrontale dove sono collocate le nostre capacità di riflessione e di decisione. Le loro ricerche riguardano l’attività cerebrale di una persona al momento preciso in cui, dopo aver preso una decisione, conosce contemporaneamente il risultato della sua scelta e quello dell’opzione respinta. leggi tutto »
Fin sopra la testa
Con un elettrodo nell’area posteriore del collo un impulso costante per calmare il dolore. Novità nella cura del mal di testa.
Sono circa due milioni in Italia le persone che soffrono di emicrania, la forma più grave di mal di testa. Per una piccola percentuale di queste persone il dolore può diventare così frequente e insopportabile da impedire di condurre una vita normale. Può bastare un odore, un rumore o persino una luce forte per scatenare un mostro dentro la testa che rende impossibile fare anche le cose più semplici. «Molto spesso queste persone diventano dipendenti dai farmaci – spiega Fabio Marchioretto, responsabile del Centro Cefalee presso l’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, vicino a Verona – e l’abuso a sua volta ne compromette l’efficacia perché la soglia del dolore si abbassa sempre di più e gli analgesici non bastano mai». leggi tutto »
Un piccolo grande cervello
Health-e-Child, il software che salverà i bambini.
Si chiama “Health-e-Child” e stavolta non è la solita diavoleria tecnologica e non arriva dagli Stati Uniti. Si tratta di un potentissimo software, frutto di un progetto finanziato dall’Unione Europea, destinato a rivoluzionare l’approccio alla cura dei bambini affetti da malattie rare, da quelle genetiche ad alcuni tipi di cancro. leggi tutto »
Buon Prozac
Dopo anni di sperimentazione alcuni medicinali rivelano effetti disastrosi sull’organismo, altri invece regalano vere e proprie sorprese. È questo il caso del Prozac, una compressa utilizzata per il trattamento dei disturbi psichici. Secondo una ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa questo farmaco è in grado di ringiovanire il cervello, ristabilendo tra le cellule cerebrali le connessioni perdute a causa di una malattia o dell’invecchiamento. Quest’effetto, riscontrato nei topi, promette in futuro nuove applicazioni del farmaco anche per gli esseri umani.
Male lingue
Imparare una lingua straniera è un’impresa difficile e anche quando ci riesce alla perfezione il nostro cervello continua a sapere esattamente quale sia la nostra lingua nativa. Uno studio, tutto italiano, ha scoperto che le aree del cervello che si attivano quando si parla la madrelingua sono in parte diverse e più estese di quelle usate per parlarne un’altra. Intorno ai cinque anni di età il cervello distingue la seconda lingua come non-propria, perciò è bene avviare i bambini allo studio delle lingue il più precocemente possibile.









