Vai col verde
Dal consumo di prodotti biologici alla domanda di beni sostenibili, dalla bioedilizia all’uso di materiali naturali. L’â€economia verde†è fra noi, nel segno della qualità . Peccato che il Governo non la incentivi. leggi tutto »
Solidi e... solidali
Gruppo Unipol, ecco le strategie per il futuro
Per il gruppo UGF, sigla che sta per Unipol Gruppo Finanziario, queste sono settimane importanti. Ci sono stati un aumento di capitale, il varo di un nuovo piano industriale e la nomina di Carlo Cimbri come nuovo amministratore delegato. E proprio con Cimbri abbiamo cercato di fare il punto su un gruppo in cui la cooperazione, e quella di consumo in particolare, riveste un ruolo decisamente importante.
Cimbri, è corretto dire che con questi passaggi si chiude una fase? Cosa è cambiato in questi anni e, soprattutto, come sta il gruppo UGF oggi? Per il gruppo si chiude una fase di riflessione e di riorganizzazione che si è sviluppata negli ultimi due anni nell’ambito di una crisi finanziaria ed economica globale, unanimemente definita la più grave del dopoguerra. leggi tutto »
Giovani d’oggi
Concreti e pragmatici, ma poco fiduciosi nel futuro. Credono nella famiglia, meno nelle istituzioni e nella politica. I giovani al tempo della crisi in una ricerca del Laboratorio di Studi politici e sociali dell’Università di Urbino.
E pensare che nel Sessantotto i giovani rifiutavano sdegnosamente il posto fisso perché avrebbe spento le potenzialità creative di una generazione che sognava la fantasia al potere. Oggi quel che vogliono i giovani degli Anni Zero è proprio il posto fisso, adeguatamente retribuito. E neppure importa che sia in sintonia con le proprie aspirazioni. Lo ha scoperto un’indagine di LaPolis, Laboratorio Studi politici e sociali dell’Università di Urbino, condotta da Ilvo Diamanti, sociologo e direttore del laboratorio. Una ricerca che mette a confronto tre categorie: i giovani tra i 15 e i 35 anni, i giovani che sono anche soci Coop e gli adulti. leggi tutto »
Esselunga e memoria corta
Esselunga invoca la libera concorrenza, ma è proprio lei ad essere stata condannata per concorrenza sleale. Per questo Coop chiederà all’Autorità Garante della Concorrenza una valutazione sulla correttezza della campagna pubblicitaria, che da alcune settimane sta imperversando sui maggiori quotidiani, tesa a presentare Esselunga e il suo proprietario come vittime di chissà quali trame politico-commerciali ordite ad arte da chi è invece impegnato tutti i giorni a fronteggiare ben altri problemi quali la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane. leggi tutto »
Le risposte di Coop
Durante una crisi che non accenna a finire Coop dalla parte di soci e consumatori. Ne parliamo con Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia.
Da una parte la soddisfazione per la chiusura di bilanci 2009 positivi e per aver saputo dare risposte concrete ai bisogni di milioni di soci e consumatori. Dall’altra la preoccupazione per una crisi economica che sta vivendo una nuova fase, con un ulteriore forte impatto sulle famiglie, sull’occupazione e sul sistema di welfare. È tra questi due estremi che si muovono le considerazioni di Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, la struttura commerciale e di marketing al servizio delle Cooperative e dei loro sette milioni di soci. «Nel luglio del 2009 – dice Tassinari –, proprio mentre alcuni dicevano che il peggio era alle spalle e che si trattava solo di aspettare un lento ritorno alla normalità , per primo lanciai l’allarme per dire che invece la crisi stava arrivando e che le famiglie stavano entrando in sofferenza. Ebbene i fatti ci hanno dato, purtroppo, ragione». leggi tutto »
A cattivo mercato
Pensavamo di avere aperto una stagione di crescita infinita, invece ci siamo svegliati dal sogno dell’abbondanza a buon mercato. L’economista Luigino Bruni ci spiega perché il sistema non funziona più.
Siamo nel bel mezzo della prima grande crisi della globalizzazione smarriti e preoccupati dalla mancata promessa della crescita infinita alimentata da una finanza che, insieme allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e del commercio mondiale, ha scatenato una stagione di consumi straordinaria. Che ora si è inceppata nei circoli viziosi della finanza stessa. «C’è stata una dissociazione della ricchezza dal lavoro umano – dice Luigino Bruni, docente di Economia all’Università “Bicocca†di Milano –. Prima l’idea di ricchezza era legata al lavoro, a un certo punto si è introdotta l’idea che ci si può arricchire anche senza lavorare». leggi tutto »
In che Stato
Gli interventi del Governo deprimeranno l’economia e potrebbero distruggere l’unione monetaria europea. Parola di cento economisti che lanciano un appello alla politica perché cambi il motore dello sviluppo.
La manovra economica del Governo viene giustificata dal fatto che essa serve a sanare i conti pubblici, a tranquillizzare i mercati e a salvaguardare l’euro. Ma Emiliano Brancaccio, docente di economia all’Università del Sannio, e altri cento economisti italiani che hanno sottoscritto una lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, non la pensano così. «Probabilmente è vero l’opposto – spiega Brancaccio – nel senso che la manovra rischia di deprimere l’economia al punto tale da mettere in crisi la capacità degli stati di acquisire entrate fiscali e di conseguenza di rimborsare il debito, aizza gli speculatori e rischia di condurre alla deflagrazione della unione monetaria unica». leggi tutto »












