Analisi di mercato

Dal “Rapporto Monti†una spinta alla costruzione di un mercato unico europeo più forte per superare le avversioni all’integrazione e i rischi del nazionalismo economico. Il ruolo di Francia e Germania per la costruzione di un’economia sociale di mercato

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«Il mercato unico è più necessario che mai ma in un momento in cui è più impopolare che mai». La sintesi è del professor Mario Monti, già commissario europeo alla Concorrenza e oggi presidente dell’Università “Bocconiâ€, durante la presentazione del “Rapporto Monti†da lui redatto, su richiesta del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, e diventato, lo scorso 6 luglio, occasione per discutere su “Una nuova strategia per il mercato unico†nel convegno organizzato a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea con l’Università Luiss “Guido Carliâ€. Il Rapporto propone una nuova strategia contro i rischi del nazionalismo economico. Come? Costruendo un mercato unico più forte, su questo generare consenso, regolamentare il mercato ma non troppo. Infine, con un’iniziativa politica per rafforzare il mercato e per rinnovare l’interesse delle istituzioni dell’Unione Europea per il mercato unico. Sono questi gli ingredienti, in sintesi, dell’articolato e approfondito Rapporto. leggi tutto »

Chi salverà i salvatori?

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Imprese e Stati nazionali obbligati ad essere sempre più competitivi a spese di salari e welfare. Ma il sistema è in crisi e per ripararlo si usano gli stessi rimedi che l’hanno provocata. leggi tutto »

A confronto

Intervista al professor Gianpiero Lugli, preside della Facoltà di Economia a Parma.

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Il territorio e il formato distributivo devono essere omogenei in ogni confronto tra prezzi. Ma che cosa intende esattamente per territorio? «Un confronto corretto riguarda territori ristretti. Dal mio punto di vista, il livello dei prezzi rilevato in ambito provinciale è adeguato e potrebbe, al massimo, essere traguardato a livello regionale, non oltre: i consumi cambiano radicalmente da un’area all’altra».
Come incide il formato distributivo sul prezzo?
«Il prezzo di una stessa referenza, per esempio, la pasta Coop spaghetti numero 5, rispecchia innanzitutto i diversi costi di produzione del servizio che variano da un formato commerciale all’altro. leggi tutto »

Messi all’indice

Indici, classifiche, graduatorie. Pubblicate su giornali e periodici specializzati, dovrebbero assegnare alle insegne distributive la pagella della convenienza. Peccato che la maggioranza delle rilevazioni dei prezzi non sia vera. “Inattendibili e inaffidabiliâ€, le giudicano gli studiosi più seri, “quando non eseguite su base provinciale e confrontando canali di vendita omogeneiâ€. Ecco dove stanno i trucchi di un malcostume che ha preso piede.

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Non sbagliarsi con i prezzi. È il primo comandamento della massaia, la regola aurea del commerciante. L’imperativo – così dovrebbe essere – di tutti coloro che organizzano indagini sulla convenienza o le pubblicano. Anche se, a ben guardare, il prezzo è importante sì, ma non sarebbe nemmeno tutto. Se potessimo ogni volta “allargare†il fuoco su quel numerino, scopriremmo infatti che intorno c’è una tavolozza di colori a sostanziare il quadro. leggi tutto »

I tempi della ripresa

Sulla crisi economica italiana e mondiale il parere di Marcello De Cecco, docente presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.

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A sentire le voci che si rincorrono ogni giorno sulle previsioni di uscita dalla crisi c’è da rimanere perplessi. Qualcuno annuncia che la ripresa è già cominciata, altri vedono nero per almeno un altro anno. I dati, a dire il vero, confortano più i secondi dei primi. Ma a spazzare via ogni dubbio ci pensano le autorità economiche internazionali come il Fondo Monetario e la Deutsche Bank che indicano entrambe un peggioramento notevole rispetto alle previsioni. leggi tutto »

Eccezioni alla regola

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Alle regole ispira la sua presidenza al G8 un’Italia che prese e applicò alla lettera la parola magica “deregulation†di thacheriana-reganiana memoria. leggi tutto »

La scoperta del governatore

Allora è ufficiale: i salari hanno perso potere d'acquisto. A rivelarlo è stato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi con l'aria severa di chi ha appena compiuto una fenomenale scoperta

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Chissà quante noiose statistiche ha dovuto scartabellare prima di arrivare all'amara constatazione che "i prezzi crescono, mentre gli stipendi e i salari perdono potere d'acquisto". leggi tutto »