Dare credito

Un piano di finanziamento europeo per dare ossigeno alle piccole imprese strozzate dalla crisi e a chi, avendo perso il lavoro, intende mettersi in proprio.

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Cento milioni di euro come fondo di partenza, ma che potrebbero diventare oltre 500 nell’ambito di un’iniziativa congiunta con alcune istituzioni finanziarie internazionali. È questa la dote di avvio per il microcredito proposto dalla Commissione Europea – e che potrebbe essere già operativo nel corso di quest’anno – per aiutare le piccole imprese e i disoccupati intenzionati ad avviare in proprio una piccola impresa. Nel dettaglio, uno stanziamento iniziale di cento milioni di euro dovrebbe mobilitare finanziamenti per un totale di 500 milioni attraverso un’iniziativa congiunta con istituzioni finanziarie internazionali: si pensa, in particolare, al gruppo BEI (Banca europea per gli investimenti). leggi tutto »

Crisi di civiltà

L’Italia come l’Argentina del 2002? Per ora è solo un timore, ma a sentire il professor De Cecco, nella crisi di oggi c’è il rischio di un serio arretramento di civiltà.

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Il giudizio sulla manovra economica è lapidario: con i tagli alla scuola, alla cultura, allo stato sociale, con la deflazione salariale e l’attacco al lavoro, dice il professor Marcello De Cecco, docente di economia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, «stiamo distruggendo la parte civile della nostra storia». Ma il suo non è pessimismo. È piuttosto la lucida, anche se sgradevole, consapevolezza dello studioso che vede nella crisi economica e sociale di oggi il rischio di un arretramento di civiltà. «Per l’Italia si profila il fantasma dell’Argentina, quella che nel 2002 dichiarò fallimento», dice De Cecco. A meno che non cambi la politica economica e si rinunci a distruggere le fondamenta del modello europeo. leggi tutto »

Fotografia istantanea

Spunti per capire l’Italia di oggi nelle parole di Enzo Risso, direttore di SWG.

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Capire l’Italia di oggi non è semplice. Tanto più se opinioni e valori sono in rapida trasformazione, appaiono e scompaiono ad un ritmo tale da mettere in difficoltà il tentativo di fermare in un’istantanea il paese che muta, come se ogni fotografia degli italiani fosse destinata a sbiadire in fretta. «Tendenzialmente le inchieste sociali molto complesse come la nostra – dice il direttore di SWG Enzo Risso – servono sempre più a girare il film della contemporaneità sapendo che, dopo aver fissato l’ultimo fotogramma, se ne stanno scattando di nuovi. leggi tutto »

Situazione critica

Un paese confuso, smarrito, senza punti di riferimento stabili, che non crede più nel futuro, sballottato dai marosi dell’incertezza sociale e avvolto in una contraddittoria nebulosa di valori. Ecco l’Italia ai tempi della grande crisi in un’indagine SWG.

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Secondo un’indagine SWG, il noto istituto di sondaggi e ricerche di mercato di Trieste, la mappa valoriale degli italiani assomiglia sempre di più alle figure dei mandala, oggetti che non sono fatti per durare nel tempo, ma per essere creati e immediatamente distrutti. Per chi non lo sapesse il mandala è un disegno che i monaci buddhisti compongono sul pavimento utilizzando sabbie colorate. Poi, una volta terminato, si lascia che le sue misteriose forme geometriche create con infinita pazienza, svaniscano rapidamente come la più inutile ed effimera delle cose. La fotografia dell’Italia come una di quelle vecchie polaroid destinate a sbiadire velocemente? leggi tutto »

A cattivo mercato

Pensavamo di avere aperto una stagione di crescita infinita, invece ci siamo svegliati dal sogno dell’abbondanza a buon mercato. L’economista Luigino Bruni ci spiega perché il sistema non funziona più.

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Siamo nel bel mezzo della prima grande crisi della globalizzazione smarriti e preoccupati dalla mancata promessa della crescita infinita alimentata da una finanza che, insieme allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e del commercio mondiale, ha scatenato una stagione di consumi straordinaria. Che ora si è inceppata nei circoli viziosi della finanza stessa. «C’è stata una dissociazione della ricchezza dal lavoro umano – dice Luigino Bruni, docente di Economia all’Università “Bicocca” di Milano –. Prima l’idea di ricchezza era legata al lavoro, a un certo punto si è introdotta l’idea che ci si può arricchire anche senza lavorare». leggi tutto »

In che Stato

Gli interventi del Governo deprimeranno l’economia e potrebbero distruggere l’unione monetaria europea. Parola di cento economisti che lanciano un appello alla politica perché cambi il motore dello sviluppo.

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La manovra economica del Governo viene giustificata dal fatto che essa serve a sanare i conti pubblici, a tranquillizzare i mercati e a salvaguardare l’euro. Ma Emiliano Brancaccio, docente di economia all’Università del Sannio, e altri cento economisti italiani che hanno sottoscritto una lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, non la pensano così. «Probabilmente è vero l’opposto – spiega Brancaccio – nel senso che la manovra rischia di deprimere l’economia al punto tale da mettere in crisi la capacità degli stati di acquisire entrate fiscali e di conseguenza di rimborsare il debito, aizza gli speculatori e rischia di condurre alla deflagrazione della unione monetaria unica». leggi tutto »

Intrigo internazionale

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Il sistema bancario arrogante e manipolatore nel film “The International”. leggi tutto »