In che Stato
Gli interventi del Governo deprimeranno l’economia e potrebbero distruggere l’unione monetaria europea. Parola di cento economisti che lanciano un appello alla politica perché cambi il motore dello sviluppo.
La manovra economica del Governo viene giustificata dal fatto che essa serve a sanare i conti pubblici, a tranquillizzare i mercati e a salvaguardare l’euro. Ma Emiliano Brancaccio, docente di economia all’Università del Sannio, e altri cento economisti italiani che hanno sottoscritto una lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, non la pensano così. «Probabilmente è vero l’opposto – spiega Brancaccio – nel senso che la manovra rischia di deprimere l’economia al punto tale da mettere in crisi la capacità degli stati di acquisire entrate fiscali e di conseguenza di rimborsare il debito, aizza gli speculatori e rischia di condurre alla deflagrazione della unione monetaria unica». leggi tutto »
I tartassati
Secondo le associazioni dei consumatori, la manovra economica peserà per oltre 500 euro sulle famiglie. Ma per gli statali il salasso sarà di circa 1.800 euro l’anno. Meno soldi alle Regioni significano tagli ai servizi o tariffe maggiorate, mentre non si toccano le rendite, i patrimoni e i redditi più alti. E intanto sei italiani su dieci pensano che il Governo abbia mentito sulla gravità della crisi.
Forse ci sarà qualche ritocco perché mentre scriviamo non è ancora iniziato l’iter parlamentare, ma la sostanza della manovra economica da quasi 25 miliardi difficilmente cambierà: mannaia sugli statali, tempi più lunghi per le pensioni, tagli agli enti locali, la promessa di un recupero dell’evasione fiscale che intanto è aumentata e l’annuncio di una ripresa che non potrà contare certo sul rilancio dei consumi scesi ancora dell’1,7 per cento secondo i dati diffusi da Confcommercio a metà giugno. leggi tutto »







