A confronto
Intervista al professor Gianpiero Lugli, preside della Facoltà di Economia a Parma.
Il territorio e il formato distributivo devono essere omogenei in ogni confronto tra prezzi. Ma che cosa intende esattamente per territorio? «Un confronto corretto riguarda territori ristretti. Dal mio punto di vista, il livello dei prezzi rilevato in ambito provinciale è adeguato e potrebbe, al massimo, essere traguardato a livello regionale, non oltre: i consumi cambiano radicalmente da un’area all’altra».
Come incide il formato distributivo sul prezzo? «Il prezzo di una stessa referenza, per esempio, la pasta Coop spaghetti numero 5, rispecchia innanzitutto i diversi costi di produzione del servizio che variano da un formato commerciale all’altro. leggi tutto »
Messi all’indice
Indici, classifiche, graduatorie. Pubblicate su giornali e periodici specializzati, dovrebbero assegnare alle insegne distributive la pagella della convenienza. Peccato che la maggioranza delle rilevazioni dei prezzi non sia vera. “Inattendibili e inaffidabili”, le giudicano gli studiosi più seri, “quando non eseguite su base provinciale e confrontando canali di vendita omogenei”. Ecco dove stanno i trucchi di un malcostume che ha preso piede.
Non sbagliarsi con i prezzi. È il primo comandamento della massaia, la regola aurea del commerciante. L’imperativo – così dovrebbe essere – di tutti coloro che organizzano indagini sulla convenienza o le pubblicano. Anche se, a ben guardare, il prezzo è importante sì, ma non sarebbe nemmeno tutto. Se potessimo ogni volta “allargare” il fuoco su quel numerino, scopriremmo infatti che intorno c’è una tavolozza di colori a sostanziare il quadro. leggi tutto »







