La vita agra
Con Rolando Magnano di Medici Senza Frontiere parliamo di agricoltura e migranti nel Sud Italia, braccia a poco prezzo, senza tutele, esposti alle malattie. E chi dovrebbe fare qualcosa non lo fa.
Arrivano sani in Italia e poi si ammalano perché quando tornano a casa dai campi non hanno acqua potabile né luoghi asciutti e salubri dove stare. Sono queste le persone che sostengono gran parte dell’agricoltura nel Sud Italia. difficile fare una mappatura capillare della presenza di migranti nelle regioni del meridione – dice Rolando Magnano di Medici Senza Frontiere –. In genere la manodopera tende a concentrarsi nel Foggiano per la raccolta dei pomodori, nella piana di Gioia Tauro e nel Siracusano per gli agrumi e nell’area di Castel Volturno» leggi tutto »
Lavoro nero
Ultraflessibile, senza diritti, senza possibilità di rivendicarli. Ecco come il migrante, meglio se clandestino, finisce nell’abisso del lavoro nero e dell’economia irregolare. Quella che rappresenta il 19 per cento del Pil, quella che riduce in schiavitù gli esseri umani nelle campagne del Mezzogiorno.
Sono i nuovi schiavi del Terzo Millennio, carne da macello senza diritti e senza voce, esseri umani privi di umanità dei quali un’economia sempre più nera, in cui non di rado si insinua il cancro della malavita, ha un bisogno sfrenato. In Italia quasi il 19 per cento del Pil viene dal sommerso, mentre la media europea è solo del 5 per cento. Forse non è un caso che un’economia basata in gran parte sul lavoro irregolare abbia bisogno di queste figure di lavoratori ultraflessibili, che non hanno diritti e non possono rivendicarli. leggi tutto »
Badate a voi
Se non ci fossero loro tante famiglie italiane non saprebbero come assistere anziani, malati, portatori di handicap e persone non autosufficienti. Sono più di un milione e mezzo, quasi tre su quattro straniere, in aumento negli ultimi anni del 37 per cento. Eppure secondo gli esperti in un prossimo futuro potrebbero non bastare per il bisogno di assistenza di un paese sempre più vecchio e sempre più povero che forse non potrà permettersele. Universo badanti e badati...
In Italia lavorano tra le 800mila e il milione di badanti. L’80 per cento sono straniere e 360mila sono irregolari. Almeno lo erano fino al 30 settembre, quando sono scaduti i termini per la regolarizzazione di badanti e colf. Si tratta di un esercito di lavoratrici venute in soccorso di quasi 2,5 milioni di famiglie che spendono più di nove miliardi di euro l’anno per coprire la pesante assenza dello Stato nelle politiche di sostegno alla famiglia. leggi tutto »
Mi domando e dico
Troviamo una risposta alla domanda “perché odio i rumeni?”. leggi tutto »
Che razza di paese
Insicurezza sociale e inquietudine della gente comune, linguaggio e posizioni politiche che soffiando su preoccupazioni reali alimentano la paura, leggi discriminatorie sull’immigrazione, mancanza di investimenti sull’integrazione degli stranieri e su una gestione “equilibrata” del territorio. In Italia gli ingredienti ci sono tutti perché la diffidenza diventi razzismo. O l’allarme è già scattato?
L’unica razza che conosco è quella umana, diceva Albert Einstein.
Non la vogliamo fare semplice, ma mentre la politica sull’immigrazione del Governo italiano viene criticata anche dal Parlamento Europeo, le tensioni e i conflitti territoriali si moltiplicano dando luogo a violenze, proteste, esiti tragici, come quello del giovane italoafricano ucciso a Milano a sprangate per il furto di due biscotti o il pestaggio, accompagnato da insulti razzisti, di una baby gang che si è accanita a Roma contro tre fratelli, due ragazzi e una ragazza, minorenni, cittadini italiani di origine egiziana. leggi tutto »
I promontori della paura
La geografia degli allarmi degli italiani
L’osservatorio sul capitale sociale curato da Demos & Pi in collaborazione con Coop, e coordinato dal professo Ilvo Diamanti, ha scandagliato i promontori della paura del nostro paese. leggi tutto »
Italiani brava gente
Esasperazione, intolleranza o crisi di civiltà? La vicenda dei campi Rom in Italia dove ce la prendiamo con il debole di turno.
Sono bastate poche scene di devastante intolleranza e di violenza razziale, sfociata perfino in balenanti accenni di pulizia etnica, a spazzare via agli occhi del mondo quel mito degli “italiani brava gente” che ci portiamo, forse abusivamente, appiccicato addosso.
La bolla speculativa sulla sicurezza è scoppiata in un tumulto esasperato di cieca aggressività sociale, nella quale si è addirittura inserito strumentalmente il crimine organizzato nostrano. Illegale, sì, ma italiano. leggi tutto »













