Clima teso

Un po’ di chiarezza, tra tante polemiche, su cambiamento climatico e comportamenti umani perché un problema ecologico c’è eccome e più che distruggere il Pianeta impoverisce gli uomini. Con buona pace degli ecoscettici.

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Essendo questione largamente svincolata dalla fede religiosa, non ci dovrebbero essere problemi a ricondurre la polemica sulla presunta alterazione dei dati climatici internazionali nell’alveo di una questione scientifica, dunque laica per definizione. In questo senso non è tanto ai rapporti dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico) che ci si deve attenere per comprendere gli scenari futuri, che sono per definizione sempre ipotetici, ma ai dati già raccolti e a quanto chiunque può toccare con mano. Questi dati ci dicono che, finora, il clima diventa sempre più caldo e che gli ultimi anni sono stati più torridi di tutti i precedenti. leggi tutto »

...Sotto specie di

...quella umana che tratta gli animali come bestie.

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Quando racconta degli animali non umani, l’uomo incorre in una serie di errori di valutazione dovuti alla superbia di ritenersi più intelligente, sensibile e importante di tutti gli altri. Le cronache dell’estate confermano questa considerazione e, se possibile, l’aggravano. L’invasione di meduse nei nostri mari suscita disappunto, quasi rabbia, eppure le meduse sono su questo Pianeta fin dalla notte dei tempi, quando di uomini non si vedeva nemmeno l’ombra. Ci sarà un motivo per un successo evolutivo così clamoroso, e molto sta nell’assecondare le correnti marine, dotate di una capacità urticante che salva loro la vita. Se investono in gran numero i nostri mari dipende dal fatto che gli uomini stanno sterminando i loro naturali predatori e dal cambiamento climatico che stanno stupidamente favorendo. leggi tutto »

Ma che caldo fa

Tempo, clima, “temperatura percepita”, più caldo, più freddo, riscaldamento atmosferico. I dati della scienza, al di là delle sensazioni, rafforzate da cattiva politica e cattiva informazione

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Staremo a vedere se, almeno questa volta, chi ha inquinato pagherà tutto intero il prezzo della sua avidità. E sarebbe la prima volta che una compagnia petrolifera si accolla il totale delle spese per rimediare a uno di quei disastri di cui non riusciamo a liberarci. Finora quelle spese le hanno sempre pagate i governi nazionali e la pulizia l’hanno fatta cittadini volontari e forze dell’ordine, protezione civile e vigili del fuoco. Ma quanto ci piacerebbe vedere i dirigenti della BP con le maniche rimboccate, sporchi di petrolio fino ai capelli, ripulire pellicani e setacciare spiagge. Il pellicano bruno, simbolo della Lousiana, appena uscito dalla lista degli animali in via di estinzione, rischia di tornarci di corsa. leggi tutto »

Attenti al carb

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Facciamo il conto di quanti “carb” immettiamo nell’atmosfera ogni volta che prendiamo l’auto o accendiamo lo scaldabagno. leggi tutto »