Cambio di rotta

Green economy, presente e futuro. Ne parliamo con Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e presidente di Exalto, una start up impegnata nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Ha pubblicato di recente con Antonio Cianciullo per Edizioni ambiente La corsa della Green economy

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Ma davvero la rivoluzione verde sta cambiando il mondo? «Direi proprio di sì. Ormai è diffusa e trasversale la consapevolezza con cui si stanno evolvendo alcuni paesi soprattutto in ambito energetico. Il cambiamento arriva dalle rinnovabili, ma soprattutto dal mutamento dello schema di gestione della rete basato su piccoli impianti sempre più diffusi e connessi».
Oltre al mondo scientifico ci crede la politica? Ci credono le imprese? leggi tutto »

Verde speranza

Concilia mercato e dignità del lavoro, cultura, innovazione e ambiente. Viaggio nell’economia verde dal settore delle energie rinnovabili all’agricoltura, dal turismo all’edilizia, tra “vecchi” e “nuovi” mestieri. Ma la strada per non sprecare le risorse del Pianeta e insieme mettere al centro l’occupazione è ancora lunga, specialmente nel Belpaese.

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Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Grosso modo così come si sta delineando. È l’economia verde o green economy affermatasi al di là dell’Atlantico da quando il presidente Obama ha lanciato il suo faraonico piano di investimenti sulle energie verdi: 82 miliardi di dollari nel comparto delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile. In realtà il nuovo corso verde era già un asse portante della campagna elettorale del futuro presidente Usa. Ricordate? “Ci sono nuove energie da imbrigliare e nuovi lavori da creare”. Parole entusiasmanti che hanno contribuito alla sua vittoria e rimesso in moto le speranze di un Pianeta alle prese con una crisi economica, ambientale e sociale caratterizzata dalla perdita di milioni di posti di lavoro in ogni parte del mondo. leggi tutto »

Rapporto pelican

Per quanto tempo ancora vogliamo sopportare l’inquinamento che l’estrazione, la raffinazione e il trasporto del greggio causa in tutto il mondo?

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Staremo a vedere se, almeno questa volta, chi ha inquinato pagherà tutto intero il prezzo della sua avidità. E sarebbe la prima volta che una compagnia petrolifera si accolla il totale delle spese per rimediare a uno di quei disastri di cui non riusciamo a liberarci. Finora quelle spese le hanno sempre pagate i governi nazionali e la pulizia l’hanno fatta cittadini volontari e forze dell’ordine, protezione civile e vigili del fuoco. Ma quanto ci piacerebbe vedere i dirigenti della BP con le maniche rimboccate, sporchi di petrolio fino ai capelli, ripulire pellicani e setacciare spiagge. Il pellicano bruno, simbolo della Lousiana, appena uscito dalla lista degli animali in via di estinzione, rischia di tornarci di corsa. leggi tutto »

Ora viene il bello

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Il bello e il buono che c’è nel mondo. leggi tutto »

L'America ha scelto

L’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati uniti d’America è un avvenimento di portata storica. Il segnale esplicito che su questa terra tutto è possibile.

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Il primo presidente afroamericano si appresta a varcare la soglia della Casa Bianca sospinto da una gioiosa ondata di speranza che ha sparso il suo benefico contagio ben oltre i confini di quel grande Paese. Alle incertezze e ai timori della nostra epoca segnata da una grave crisi economica, da profonde ingiustizie sociali e scandalose diseguaglianze, Obama ha saputo opporre il potente vigore evocativo di una nuova sfida. leggi tutto »