Farsi una coltura
Buone notizie dal fronte antiogm
Un accordo senza precedenti che renderà possibile la protezione di settantadue milioni di ettari di foresta canadese e dei suoi abitanti. L’hanno annunciato Greenpeace e ventuno aziende dell’Associazione Canadese dei Prodotti Forestali, insieme ad altre otto associazioni ambientaliste. L’accordo, una volta messo in pratica, permetterà la conservazione di estese aree di foresta boreale, proteggerà specie minacciate d’estinzione e garantirà alle aziende partecipanti una fetta di mercato sostenibile e competitivo. Questa vittoria per le foreste arriva dopo sette anni di pressioni sul mercato internazionale, denunce e azioni dirette di Greenpeace in tutto il mondo. leggi tutto »
Intrigo internazionale
L’Authority europea sulla sicurezza alimentare e le sue “relazioni pericolose” con aziende e multinazionali alimentari e di biotecnologie agrarie.
«Siamo molto preoccupati per le recenti aperture della Commissione Europea sulle coltivazioni ogm. Noi riteniamo che non ci sia ancora sufficiente chiarezza in merito ai rischi e agli impatti a medio-lungo termine di questi prodotti. Ma, oltre a questo, occorre tener conto del fatto che tutti i sondaggi d’opinione effettuati mettono in evidenza una netta indisponibilità al consumo di alimenti transgenici anche perché, oltre a non percepire vantaggi dall’introduzione di queste nuove tecnologie, i consumatori sentono fortemente minacciato il proprio diritto di scelta». A parlare è Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia. leggi tutto »
Spirito di patata
Dietro la storia di un tubero le ambigue manovre per aprire l’Europa agli Ogm. Ecco come, dopo dodici anni di stop, l’Europa ha deciso di dare il via libera alla patata Amflora e a due tipi di mais geneticamente modificato. Intanto il governo italiano sembra intenzionato a invocare la clausola di salvaguardia per impedire la coltivazione di questi prodotti sul nostro territorio. leggi tutto »
Per precauzione
Niente ogm per i prodotti a marchio Coop, sicuri e garantiti da un rigoroso sistema di controlli.
«Siamo molto preoccupati per le recenti aperture della Commissione Europea sulle coltivazioni ogm. Noi riteniamo che non ci sia ancora sufficiente chiarezza in merito ai rischi e agli impatti a medio-lungo termine di questi prodotti. Ma, oltre a questo, occorre tener conto del fatto che tutti i sondaggi d’opinione effettuati mettono in evidenza una netta indisponibilità al consumo di alimenti transgenici anche perché, oltre a non percepire vantaggi dall’introduzione di queste nuove tecnologie, i consumatori sentono fortemente minacciato il proprio diritto di scelta». A parlare è Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia. leggi tutto »
Il vecchio e il nuovo
Nostalgia della tradizione e biotecnologie che avanzano, anche in campo alimentare.
L’antitesi rischi-benefici domina anche il modo di alimentarsi. Perfino negli ultimi decenni, quando almeno i paesi più evoluti hanno sconfitto la fame secolare, emergono nuovi pericoli, non più insiti nella malnutrizione proteico-calorica, nelle carenze vitaminico-minerali o nelle insufficienti garanzie igieniche dei cibi ma, al contrario, correlati all’eccesso dei consumi o all’impiego improprio di tecnologie di trattamento e conservazione di prodotti alimentari destinati a un commercio mondiale, con le conseguenti problematiche produttive e di conservazione. leggi tutto »
Scelta di campo
Per Coop vale il principio di precauzione.
Coop ritiene che l’ingegneria genetica possa rappresentare una nuova, grande opportunità per l’uomo se applicata in campo medico, ma chiede maggiori garanzie nell’utilizzo di queste tecnologie in campo agroalimentare, facendo prevalere il principio di precauzione ovvero “conoscenza e prudenza”. leggi tutto »
Il seme della discordia
È possibile una coesistenza “pacifica” tra le coltivazioni tradizionali e quelle ogm? Se non diminuisce l’impiego dei pesticidi e non cresce la produzione a chi giova l’utilizzo di sementi transgeniche? Mentre il dibattito e la sperimentazione continuano – anche a livello europeo –, Coop si tiene alla larga dagli organismi geneticamente modificati, chiede garanzie e invita alla precauzione. Finché non se ne saprà abbastanza
Si tratta di capire se è conveniente per l’agricoltura italiana entrare in contatto con gli organismi vegetali geneticamente modificati. E, se è conveniente, si tratta di capire se è praticabile la coesistenza. Ad esempio: la mia piccola coltivazione di kiwi tradizionali nel terreno X resterà tale dopo la creazione di una coltura di kiwi geneticamente modificati nel terreno Y? Si tratta, infine, di capire se è ancora possibile scegliere, se siamo ancora in tempo a dire qualche no, dal momento che, secondo dati Eurostat, l’incremento in Europa della semina di prodotti ogm dal 1996 al 2005 è stato dell’11 per cento all’anno e che i paesi in testa alle graduatorie delle semine “mutanti” – soia, mais e colza – sono Spagna, Germania, Portogallo, Francia e Repubblica Ceca. Negli Stati Uniti la percentuale di coltivazioni ogm è del 55 per cento. leggi tutto »












