Un po’ di tatto
Arriva la pelle bionica sensibile al tatto.
Negli anni Ottanta spopolavano in Tv le serie di telefilm come “La donna bionica” e “L’uomo da sei milioni di dollari”. Descrivevano scenari impossibili con esseri umani riparati con “pezzi di ricambio” robotici, ma perfettamente integrati con il corpo che conferivano ai due supereroi straordinari superpoteri. Da allora l’ingegneria e la medicina hanno portato questi scenari un passo più vicino alla realtà, prima con l’occhio bionico, ancora decisamente rozzo ma promettente, poi con gli arti bionici, come la “SmartHand”, la mano robotica testata dall’équipe della Scuola Sant’Anna di Pisa che i ricercatori stanno faticosamente riuscendo ad integrare nei circuiti nervosi del paziente, così che la mano possa essere comandata “con la forza del pensiero”. leggi tutto »
Badante a te...
...purché cyber. Ad assistere gli anziani in casa sarà presto un robot.
Presto la tecnologia potrebbe venire in aiuto delle famiglie in cerca di un assistente per gli anziani e non più completamente autosufficienti. La messa a punto di un “badante robotico” è infatti lo scopo del progetto “Ksera” (Knowledge service robots for ageing) finanziato in gran parte dall’Unione Europea. Il nuovo robot sarà in grado di muoversi all’interno di un’abitazione per aiutare gli anziani e consentire loro di mantenere quanto più a lungo possibile la loro indipendenza. La casa, naturalmente, avrà bisogno di essere adattata al linguaggio del robot, che non può riconoscere e operare manualmente su tutti gli strumenti presenti, dalla manopola del forno al rubinetto del gas. leggi tutto »
Materia viva
“Plasmabot”, quando il robot diventa di gelatina.
Ormai ne abbiamo viste di tutti i colori: robot che sorridono e sbadigliano, robot spazzini e cuochi, perfino robot che giocano a palla e cani-robot che abbaiano al padrone. Siamo talmente abituati alle stravaganze della robotica che nemmeno ci stupiremmo di poter acquistare al supermercato un robot cameriera tuttofare. Ma forse neanche il più fantasioso dei tecno-maniaci avrebbe pensato di vedere nascere un giorno un “robot” che non è fatto di chip e bulloni, ma di materiale biologico. È la nuova sfida dell’inglese Anady Adamatzky e del suo “plasmabot”, un vero robot nel senso che è dotato di capacità di calcolo, le cui parti componenti non contengono silicone, ma “mattoni” costituiti da un essere unicellulare. leggi tutto »
Piccoli, utili, convenienti
Sono arrivati gli elettrodomestici a marchio Coop leggi tutto »
Abbasso la corona
Un robot subacqueo intelligente progettato per difendere le barriere di corallo.
Viene dal Giappone la macchina, ancora in fase di test, che promette di sostituire l’uomo nelle pericolose attività di rimozione delle stelle marine del tipo “corona di spine” che, cibandosi dei tessuti viventi delle scogliere coralline, ne causano la morte immediata.










