A Bocche chiuse
I Governi di Italia e Francia si sono impegnati a proteggere le Bocche di Bonifacio.
I Governi di Italia e Francia hanno finalmente risposto alle richieste di Greenpeace e delle comunità locali di Corsica e Sardegna e si sono impegnati a proteggere le Bocche di Bonifacio. Il Ministro dell’Ambiente italiano, Stefania Prestigiacomo, e il Ministro per l’Ecologia francese, Jean-Louis Borloo, hanno firmato, infatti, un accordo per richiedere il divieto di transito per le navi che trasportano carichi pericolosi nelle Bocche. Le Bocche di Bonifacio rappresentano una delle zone più belle del Mediterraneo per biodiversità, dal notevole valore paesaggistico e turistico, ma di difficile navigazione perché soggette a forti correnti e a venti talvolta impetuosi. La cerimonia per la firma dell’accordo è avvenuta nel porto di Palau, alla presenza di autorità locali e rappresentanti di Greenpeace. Quasi un anno fa, infatti, proprio in questa zona di mare sulla nave Rainbow Warrior dell’associazione – con i sindaci della sponda sarda e corsa – era stato lanciato un appello ai Ministri per proteggere questo tratto di mare. leggi tutto »
Village people
Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna in villaggi vacanze per godersi il sole e il mare in totale relax, ma anche come punto di partenza per gite ed escursioni alla scoperta delle bellezze del posto. Note e meno note.
Ogni vacanza al mare ha bisogno di una pausa da sabbia e acqua salata, per dare una tregua alle spalle scottate dal sole o per apprezzare l’ambiente in cui i villaggi all inclusive inseriscono la loro ovattata dimensione paradisiaca. Per rendersi conto, insomma, di trovarsi in Puglia o in Calabria, in Sicilia o in Sardegna. leggi tutto »
Un vuoto d’energia
Un governo centrale che la vuole fortemente e nessuna regione disposta ad accoglierla. Scegliere l’energia nucleare in Italia è semplicemente impossibile.
Qualcuno dovrebbe spiegarci che cosa succede al programma energetico italiano che prevede(va) un ritorno al nucleare fortemente voluto dal ministro Scajola. È stato messo in piedi un apparato legislativo apposito e si attendevano le normative per la scelta dei siti quando, però, si scopre che un eventuale programma nucleare italiano non potrà mai essere messo in pratica per un problema molto semplice, la mancanza di siti. Effettivamente quando si opera in un territorio in cui il 50 per cento è a rischio sismico e oltre il 60 a rischio idrogeologico (per non parlare di quello vulcanico, però, per fortuna, puntiforme), non rimangono molte aree adatte. leggi tutto »








