Dare i numeri

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Corretti, inconfutabili, accettati da tutti? In Italia anche i dati su uno stesso fenomeno sono diversi. Come sempre, dalle nostre parti, dipende dalla fonte. E dagli interessi. leggi tutto »

A confronto

Intervista al professor Gianpiero Lugli, preside della Facoltà di Economia a Parma.

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Il territorio e il formato distributivo devono essere omogenei in ogni confronto tra prezzi. Ma che cosa intende esattamente per territorio? «Un confronto corretto riguarda territori ristretti. Dal mio punto di vista, il livello dei prezzi rilevato in ambito provinciale è adeguato e potrebbe, al massimo, essere traguardato a livello regionale, non oltre: i consumi cambiano radicalmente da un’area all’altra».
Come incide il formato distributivo sul prezzo?
«Il prezzo di una stessa referenza, per esempio, la pasta Coop spaghetti numero 5, rispecchia innanzitutto i diversi costi di produzione del servizio che variano da un formato commerciale all’altro. leggi tutto »

Messi all’indice

Indici, classifiche, graduatorie. Pubblicate su giornali e periodici specializzati, dovrebbero assegnare alle insegne distributive la pagella della convenienza. Peccato che la maggioranza delle rilevazioni dei prezzi non sia vera. “Inattendibili e inaffidabili”, le giudicano gli studiosi più seri, “quando non eseguite su base provinciale e confrontando canali di vendita omogenei”. Ecco dove stanno i trucchi di un malcostume che ha preso piede.

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Non sbagliarsi con i prezzi. È il primo comandamento della massaia, la regola aurea del commerciante. L’imperativo – così dovrebbe essere – di tutti coloro che organizzano indagini sulla convenienza o le pubblicano. Anche se, a ben guardare, il prezzo è importante sì, ma non sarebbe nemmeno tutto. Se potessimo ogni volta “allargare” il fuoco su quel numerino, scopriremmo infatti che intorno c’è una tavolozza di colori a sostanziare il quadro. leggi tutto »

Statisticamente

Dipendono dal metodo di raccolta dati, da come è formulata la domanda, da che cosa si vuole “misurare”. Perciò attenzione alle “trappole” di sondaggi, indagini e statistiche.

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Incidenti stradali, donne meno pericolose degli uomini”. Lo dicono i dati Aci e Censis: in città il 70 per cento degli incidenti gravi è causato da uomini. Ma è un dato sufficiente? Le statistiche non svelano tutta la verità... Gli uomini sono più aggressivi nello stile di guida e forse è vero che sono più “pericolosi”, ma occorre confrontare quanto viene usata la macchina dai due sessi: un rappresentante di commercio (che percorre migliaia di Km l’anno) è un soggetto a rischio più della casalinga che usa l’auto solo per andare al supermercato. La domanda più corretta sarebbe: ogni quanti km percorsi un uomo/una donna ha un incidente d’auto? leggi tutto »