Tutto da rifare
Nessuna ricostruzione dopo il terremoto, troppi soldi spesi per migliaia di casette prefabbricate, completamente inutili superata l’emergenza. Purtroppo a L’Aquila nessun miracolo è avvenuto.
Dopo più di un anno – e dopo averne davvero sentite di tutti i colori – vale la pena di tentare un sunto di questa prima fase del terremoto che si è conclusa, quella “della tenda”. È una fase inevitabile: sia che ci si trovi nel modernissimo Giappone o nell’antiquato Iran, non si può evitare che qualche mese venga trascorso nelle tendopoli, più o meno confortevoli, messe in piedi dalla Protezione Civile. Questa fase comprende anche gli alloggi di fortuna che molti trovano per proprio conto da parenti e amici o il ricovero presso gli alberghi, che nel caso de L’Aquila, riguarda ancora oggi migliaia di persone. leggi tutto »
Tanto di appello
Come soccorritore in prima linea, devo dire di aver visto tanto dolore nelle facce di tutti. Arrivato vedevo la tragedia di una città distrutta: i parenti che piangevano disperati che ti si attaccavano al collo e abbracciavano il cane perché potesse ritrovare qualcuno, ma purtroppo ormai si trovavano corpi senza vita. Noi soccorritori con il sudore in fronte e con la faccia polverosa ma con il magone in gola andavamo avanti con il nostro delicato lavoro. leggi tutto »
Insieme per l’Abruzzo
Non si ferma il motore solidale di Unicoop Tirreno nei confronti della popolazione abruzzese colpita dal sisma del 6 aprile 2009. Al 3 giugno i punti donati erano 1.789.000, per un valore economico di 35.780 euro. I soci generosi 6.207 (sempre al 3 giugno, al momento in cui si scrive, ndr). leggi tutto »
Risposta celere
L’Abruzzo chiama, Unicoop Tirreno risponde. Subito e al meglio.
Telefonate, e-mail, richieste dirette nei punti vendita. La terra tremava ancora in Abruzzo il 7 aprile 2009 mentre soci, clienti e dipendenti di Unicoop Tirreno si rivolgevano alla Cooperativa per consigli sul da farsi in un momento così drammatico per l’intero paese. «La Cooperativa si è organizzata rapidamente per rispondere alle crescenti richieste esterne e interne – commenta il responsabile delle Politiche Sociali Massimo Favilli –. Ci siamo mossi di concerto con le decisioni nazionali e in particolare del Distretto Tirrenico: il rischio infatti era farsi prendere dall’enfasi del momento e perdere il coordinamento delle azioni che in certi casi è fondamentale». Il primissimo passo, a livello nazionale, ha riguardato la telefonia mobile Coop Voce e la possibilità di donare un euro inviando un sms al 48580. Successivamente si è aggiunta la possibilità di effettuare un bonifico bancario in favore di Coop Centro Italia, la cooperativa direttamente colpita dal sisma e allo stesso tempo impegnata nei primi aiuti ai terremotati. Poi sono partite le donazioni dei punti che la Cooperativa ha deciso di raddoppiare come valore economico (100 punti corrispondono a 2 euro e 500 punti a 10 euro). «Ad oggi, 11 maggio – spiega Favilli –, circa 6.000 soci hanno donato (alcuni anche più di una volta) un totale di 1.678mila punti che corrispondono a 33.500 euro: una cifra che sarà sicuramente cresciuta nel momento in cui leggeremo questo numero di Nuovo Consumo». Soci e dipendenti hanno inoltre organizzato iniziative in modo spontaneo: dalle cene alle raccolte di cibo e vestiario in collaborazione con associazioni di volontariato alle partite di calcio come quella di Viterbo, alla presenza della Sezione soci Coop Centro Italia de L’Aquila a cui è stato devoluto l’incasso del torneo (circa 3.000 euro). Tutte le Sezioni soci hanno infine ricevuto un kit di comunicazione da utilizzare per svolgere presidi nei punti vendita. (B.R.)
Da socio a socio
Le Cooperative di Consumatori del Distretto Tirrenico esprimono, a nome anche dei propri soci, partecipazione, cordoglio e solidarietà alle famiglie colpite dal lutto e alle popolazioni dell’Abruzzo che, a causa del terremoto, stanno vivendo situazioni di drammatica emergenza.
Anche la Coop Centro Italia, soprattutto nella città di L’Aquila, nella quale è presente con 40.000 soci e 100 dipendenti, ha avuto rilevanti danni alle strutture di vendita e conseguenti interruzioni nel servizio di distribuzione alimentare per le popolazioni. A queste si sommano i gravi disagi in cui ancora si trovano parte significativa dei soci e dei dipendenti. leggi tutto »
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