Parte integrante
Sì agli integratori, ma solo se utilizzati correttamente e nelle giuste dosi.
Tutti gli atleti, dilettanti o professionisti, giovani o “veterani” – non importa quale disciplina praticano e a quale livello – sono accomunati dalla convinzione, errata, che gli integratori, se assunti in dosi elevate, migliorino le prestazioni fisiche. Due grandi esperti di nutrizione Fredrick Stare (fondatore del Department of Nutrition dell’Harvard University) e Ancel Keys (promotore degli studi sulla dieta mediterranea) hanno firmato insieme questa frase, tuttora valida: “La realtà è che non esistono diete speciali per gli atleti. Essi necessitano di calorie sufficienti e cioè molte di più di quelle di cui ha bisogno la maggior parte di noi, ma della stessa proporzione e dello stesso tipo di proteine, vitamine e minerali che occorrono a chiunque altro”. Gli integratori sono utili presidi terapeutici, se correttamente formulati e utilizzati, e proprio per questo devono essere controllati con serietà. Cosa che accade raramente. Soprattutto nelle palestre dove mancano istruttori laureati in Scienze motorie o in Dietistica si danno consigli impropri sull’alimentazione e peggio ancora sulla presunta necessità di raddoppiare o triplicare la quota proteica della dieta per potenziare quella muscolatura che fra banchi di scuola o poltrone di ufficio, motorini, auto o mezzi pubblici di trasporto, non è adeguatamente sollecitata. Colgo l’occasione per ricordare a tutti gli sportivi che la loro attenzione deve essere rivolta prima al bere che al mangiare. Una perdita anche solo del 2 per cento dell’acqua corporea può ridurre forza e resistenza in modo documentabile; con la sudorazione si perdono degli elettroliti che debbono essere reintegrati ma senza esagerare nella concentrazione dei soluti in modo da non rallentare il tempo necessario per l’assorbimento intestinale. Acqua minerale quindi (magari bicarbonato-alcalina) o di rubinetto durante e dopo qualunque impegno fisico intenso e prolungato. Per chi ha sudato molto potranno essere preferibili le bevande a contenuto salino per reintegrare più razionalmente i sali perduti, purché queste bibite non siano troppo concentrate e non finiscano quindi per ritardare il reintegro dell’acqua perduta. L’assorbimento dell’acqua avviene soltanto nell’intestino, perciò le bevande iperosmolari (troppo addizionate di minerali e/o di zuccheri) debbono sostare più a lungo nello stomaco ritardando così la reintegrazione idro-salina.











