A pedone libero
Mi sono alzato male. Ogni tanto capita anche ai presidenti di Fondazione di alzarsi male.
Inveisco nei confronti di una nuova categoria di cavalieri moderni che di cavalleresco non hanno nulla. Inveisco perché scorrazzano sui marciapiedi indisturbati. Prova a uscire dal portone con il cane, rischia la vita il cane. Se gli dici qualcosa: hanno sempre ragione. Non seguono mai le piste fatte per loro (quando ci sono, e ce ne sono). Il rispetto per le strisce non esiste. Il Codice della Strada è un optional, la bicicletta è un veicolo che deve rispettarlo. Il faro sempre spento, i freni inesistenti. Inveisco perché i parcheggi ai pali son la regola come le cataste di bici. Anche le strade strette del centro storico sono ingombrate. Inveisco perché sono una “casta”... Basta che un vigile li multi e scoppiano casini. Inveisco perché amano andare controsenso. Inveisco perché non rispettano i pedoni. Inveisco perché non passa giorno che qualcuno di voi non rischi d’investirmi. Inveisco per legittima difesa.
Inveisco come un rap. Inveisco pieno di rabbia. Mi vien voglia di lasciarvi multe finte per divieto di sosta. Ma finirei i foglietti. Inveisco perché usano le preferenziali bloccando gli autobus. Inveisco perché corrono dove non si può. Inveisco perché non rispettano le regole. Inveisco perché parlano al cellulare mentre guidano (non siete i soli). Inveisco perché non amano le critiche. Inveisco perché amo la bicicletta e tale mezzo non li merita. La bicicletta è una delle invenzioni più logiche che ha fatto l’uomo. Inveisco contro gli ubriachi al manubrio.
Inveisco perché passano sempre con il rosso. Inveisco e urlo. Urlo come pedone. Mi sento meglio. Tale articolo è nato ascoltando un po’ di sano rap e affini durante una chiacchierata al bar. Inveire ogni tanto fa bene. Ovviamente non tutti i ciclisti non rispettano la bicicletta, qualcuno bravo c’è e viaggia col faro acceso. Ciclista per bene se mi leggi richiama il ciclista per male... Il suo comportamento danneggia anche te.











