Personalmente

A ciascuno il suo personal computer: per chi studia, per chi naviga, per chi gioca.

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Grandi occasioni. Nel panorama dell’elettronica queste parole dovrebbero sempre indurre alla riflessione. E a una domanda: non è che dietro sconti e affari si celi il tentativo di rifilare all’ignaro cliente un modello ormai superato? Se questo è vero per televisori, macchine fotografiche, telecamere e via dicendo, la lampadina d’allarme dovrebbe farsi più forte quando i “saldi” riguardano i computer.

In questo mercato, infatti, la tecnologia si evolve con velocità quasi incomparabile. Eppure, se ci si accontenta di un apparecchio che non debba essere l’ultimo ritrovato della tecnologia ma serva solo per navigare, scrivere, magari vedere un dvd e giocare, l’affare si può sempre fare.

I cervelloni Prendiamo i notebook, i pc portatili per cui, a giudicare dalle statistiche di mercato, due terzi delle vendite sono trainate da modelli sotto i 600 euro. In questo caso, nella grande offerta di “low-cost” c’è veramente di tutto: computer classificabili come reperti di antiquariato accanto a modelli più che accettabili per l’uso quotidiano. Indispensabile, dunque, fare un po’ di chiarezza tra le caratteristiche che possono fare la differenza tra un vero affare e un solenne bidone. La prima caratteristica da considerare è il processore, il “cervello” del pc, quello che svolge i calcoli necessari al funzionamento dei programmi. La sua rapidità, misurata in Gigahertz (Ghz), determina ovviamente le prestazioni. In genere, anche per svolgere operazioni complesse, bastano 1,8 Ghz. Le marche più famose di Cpu sono due: Intel firma i processori Dual Core 2 Duo, Dual Core e i più datati Pentium e Celeron; Amd produce Turion Dual Core, Turion e i modelli di vecchia generazione Athlon e Sempron. Dal cervello alla memoria dell’apparecchio, la nostra attenzione deve rimanere desta. E considerare la quantità di Ram che ci viene offerta, ossia la memoria che il computer usa per ricordare, per un tempo limitato, tutti i dati che servono a svolgere un programma. Maggiore è la Ram, più è il numero di programmi che il computer può svolgere allo stesso tempo. Per chi lavora con le immagini, per esempio, servono almeno 2 Gb.

Spazio libero Altro elemento fondamentale è l’hard disk, o disco rigido: il supporto per archiviare programmi, testi o file multimediali. Un hard disk da 100 Gb è il minimo necessario per non ritrovarsi senza spazio dove registrare musica o filmati. Per chi ha a cuore le immagini (anche quelle dei videogiochi), poi, diventa importante la scheda grafica. È un componente che elabora le immagini destinate allo schermo. La marca più famosa è Nvidia. Altri produttori sono Ati e Intel. Le migliori schede hanno una memoria “dedicata”. Altrimenti, per funzionare, sfruttano parte della Ram (in tal caso, la “memoria video” è detta “condivisa”), con prestazioni a volte scadenti. A questo punto è il momento di dare un taglio... ai fili. E di controllare che il nostro portatile abbia una qualunque tra le opzioni che lo consentono: Wi-Fi, Umts, Bluetooth, infrarossi. I collegamenti wireless, “senza fili”, evitano fastidiose ragnatele di cavi sulla scrivania. Con un computer e un modem dotati di sistema Wi-Fi, ad esempio, si può navigare su internet ad alta velocità. Anche la tecnologia Umts permette di navigare veloci, ma bisogna avere un contratto con un operatore telefonico e sperare che la zona sia coperta dal segnale (simile a quello dei cellulari, anche se la diffusione non è altrettanto capillare). Oppure, con il sistema Bluetooth (ma anche con gli infrarossi) è possibile far dialogare due o più computer distanti pochi metri o collegare periferiche senza fili.

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