Peso piumino
Pelle d’oca. Quella legata al freddo che in molte zone d’Italia torna a farsi sentire, soprattutto di notte, ma anche quella che viene a chi ancora deve addossarsi chili e chili di coperte, e per giunta imbottite, per non tremare di freddo durante il sonno. Pochi, per la verità, resistono ancora agli attuali strumenti del comfort notturno. Strumenti leggeri, ma in grado di assicurare molto caldo a chi riposa.
coltremoda Tra i più gettonati c’è il piumino d’oca, la coltre nata in Danimarca e arrivata in pompa magna da noi solo alla fine degli anni Novanta. Oggi per gli appassionati del genere non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra copripiumini in grado di arredare le stanze da letto con eleganza, colori e disegni per tutti i gusti e imbottiture interne con grado di riscaldamento differente. Prima di avventurarsi nella scelta, però, è bene conoscere un po’ le caratteristiche di questa moderna coltre, facendo i conti con le percentuali di piumino e piumette che la compongono.
Il piumino è la penna d’oca di maggior pregio (e di costo più alto): proviene dagli strati immediatamente a contatto con la pelle dell’oca e ha i pregi di riscaldare di più, mantenere più a lungo il calore e non ostacolare la traspirazione del corpo. Le piumette, invece, sono più voluminose e pesanti e vengono dalla parte più esterna del pennuto. Normalmente sui modelli in commercio è indicata la percentuale della miscela che costituisce la composizione dell’imbottitura, ma già un semplice sguardo al prezzo è in grado di rivelare le differenze. Pensate che passando dal 40 per cento all’80 per cento di piumino, c’è il fondato rischio che il prezzo della coperta raddoppi. In generale, per le nostre latitudini e per il grado di riscaldamento delle case italiane, un modello al 50 per cento è considerato più che sufficiente.
ora di trapunta Altro controllo fondamentale per garantirsi una coltre di buona qualità è l’accuratezza delle rifiniture. Uno dei rischi di queste coperte, infatti, è che le piume si ammassino nel corso della notte, grazie ai nostri movimenti, e finiscano per concentrarsi in basso. L’effetto è di lasciarci con i piedi troppo caldi e il corpo al freddo. Per evitare questi effetti fastidiosi, allora, è meglio optare per modelli trapuntati: meglio se con cuciture a quadri che impediscono alle piume di “svolazzare” per il sacco.
Resta a chi ha a cuore il benessere animale, il problema delle povere oche che, spesso, finiscono spennate vive nelle grandi fabbriche che riforniscono i produttori di piumini. Non in tutti i paesi questo è permesso: in gran parte dell’Occidente le piume sono ottenute dopo il macello degli animali destinati alla catena alimentare umana. Ma avere la certezza che un piumino sia “cruelty free” è praticamente impossibile per mancanza di certificazioni in tal senso e per il fatto che la produzione si concentra nell’Europa dell’Est e in paesi orientali.
A chi nutrisse dubbi non rimane che optare per modelli in fibra sintetica (magari realizzati con la leggerissima microfibra) che hanno ottime capacità di isolamento termico e spesso costano anche meno di quelli in piume d’oca.
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