Piatti chiari

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Di tutti i grandi elettrodomestici presenti nelle nostre cucine è il più contrastato. C’è chi, dopo averlo provato, non può più farne a meno e chi non ne sente davvero il bisogno. La lavastoviglie divide praticamente a metà gli italiani. Eppure, in quest’eterna disputa, almeno una ragione va data ai patiti della lavapiatti automatica: questo è davvero il metodo più economico per pulire le stoviglie.

a uso e consumo E si tratta di un vantaggio certificato da un ente autorevole e imparziale: l’Università di Bonn. A dare ragione, almeno in questo caso, alla fazione prolavastoviglie il professore di Economia domestica Rainer Stamminger che ha comparato i consumi totalizzati da una lavastoviglie in tripla classe A con quelli richiesti dall’opera manuale di 75 persone. Vero che si consuma meno energia, ha stabilito la competente giuria tedesca, e vero che anche lo spreco di acqua è più limitato. Tuttavia, le critiche dei fanatici di guanti e spugnetta non si sono arrestate. I detergenti dedicati a questo elettrodomestico, attacca la nutrita schiera di resistenti all’apparecchio, sono più aggressivi di quelli usati nel lavandino, e poi produrre e smaltire apparecchi inquina. Come non bastasse, acquistare un modello in tripla classe A di buona qualità costa ancora molto. Lungi da noi voler risolvere la disputa, si può però mettere in guardia gli indecisi da acquisti errati che potrebbero finire per spalancare le porte di casa a un apparecchio di vecchia concezione, un fondo di magazzino inefficiente, ben lontano dai modelli che hanno portato alla promozione della commissione di Bonn.

quanti coperti? Ovviamente la prima riflessione va fatta sulla capienza del modello che riteniamo necessaria, un dato che condiziona non solo le dimensioni dell’apparecchio, ma anche il suo prezzo. Chi ha poco spazio e può concedersi soltanto un ingombro di 45 centimetri deve accontentarsi di una 8-10 coperti; chi può concedersi un ingombro da 60 centimetri può scegliere un modello da 12 a 15-16 coperti come quelli della nostra tabella. Per definizione, ogni coperto corrisponde a tutte le stoviglie necessarie a una persona per consumare un pasto completo: 3 piatti (fondo, piano e piccolo), 5 posate, un bicchiere, una tazza da caffè con il suo piattino, un’insalatiera grande e un’altra piccola, un piatto ovale, un portasalsa e le posate per servire. Una volta decisa la capienza è il caso di considerare i consumi (tanto di acqua che di elettricità) del modello che stiamo scegliendo. Entrambi i valori devono essere indicati sull’etichetta energetica obbligatoria (energy label). È bene sapere che i consumi dichiarati si riferiscono a un solo programma, quello che secondo il produttore è il più usato dal consumatore finale. Il programma (il nome commerciale varia, può essere standard, quotidiano, eco, per esempio) deve essere però precisato nel libretto delle istruzioni. Anche nel caso delle lavastoviglie, così come per gli altri elettrodomestici, questi valori vengono semplificati da una scala di lettere in ordine di efficacia decrescente da A a G.

acqua-aria Nel caso di quest’apparecchio, però, all’efficienza energetica si aggiungono in etichetta anche l’efficacia del lavaggio e dell’asciugatura. Per il primo parametro è irrinunciabile scegliere il top, la classe A. Per la funzione di asciugatura, invece, si può ragionare, sempre che la lavapiatti consenta di escludere l’ultima fase del programma. In questo caso, se si lasciano asciugare i piatti all’aria, ci si potrebbe anche accontentare di una classe inferiore. E le tante funzioni offerte con (apparente) generosità da dépliant e pubblicità dei produttori? Meglio riflettere prima di rassegnarsi a spendere di più per un optional di dubbio interesse. Uno dei più interessanti (ma anche dei più diffusi) è il sistema acqua stop. Un’elettrovalvola posta sul tubo di ingresso dell’acqua ne regola l’afflusso e, in caso di anomala fuoriuscita, la interrompe evitando che la cucina si allaghi. Da tenere presente anche il timer. Quando presente, permette di impostare l’orario del lavaggio, posticipandolo di solito da 1 a 19 ore, talvolta fino a 24. Utile per predisporre il lavaggio a notte fonda (caratteristica interessante soprattutto per chi ha contratti biorari con i gestori di elettricità).

ciclo economico Come per le lavatrici, anche le lavapiatti prevedono a volte il ciclo rapido. Si tratta di un programma per lavare in fretta stoviglie poco sporche (a temperatura bassa), con consumi più bassi. Utile può rivelarsi anche il programma mezzo carico che permette alla lavatrice di rilevare automaticamente la quantità di stoviglie presenti nel cesto e di dosare acqua e detersivo. In qualche caso, poi, si può scegliere su quale cestello effettuare il lavaggio, lasciando all’apparecchio il compito di creare le condizioni ottimali di carico. Attenti, però, a non abusare di questo tipo di lavaggi: anche la lavastoviglie, come la lavatrice, andrebbe usata solo a pieno carico se non si vuole consumare troppa acqua ed elettricità inutilmente. Finendo per contraddire le conclusioni del professor Stamminger


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