Piccolo grande schermo

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A guardarla da lontano, la “rivoluzione digitale” sembra proprio un bell’affare. Tanti canali in più, qualità delle immagini migliore, possibilità di interagire con i programmi televisivi, perfino con la pubblica amministrazione. Insomma la rivoluzione digitale che sta rapidamente avanzando, regione dopo regione nel nostro paese, ha l’apparenza di una grande conquista per un popolo di teledipendenti come il nostro. A guardarlo, però, da vicino l’avvento del digitale terrestre mostra più di una crepa.

Innanzitutto per come è stato – o meglio, non è stato – affiancato da una campagna di comunicazione seria. Mentre su molti canali passavano splendide pubblicità sulla nuova era della Tv, in molti, soprattutto la fascia più anziana della popolazione, ancora ignoravano cosa si dovesse fare per continuare a vedere i canali di sempre.

segnale video È la vecchia storia della Sardegna, apripista del digitale terrestre. La regione che ha fatto le prove generali dello “switch off” quasi un anno fa (31 ottobre 2008) – e dei disagi di chi è rimasto di fronte a uno schermo vuoto – evidentemente ha insegnato poco a chi ha gestito il grande passaggio. E così le proteste e i guai si sono ripetuti puntualmente in Piemonte e nel Lazio dove, rispettivamente il 20 maggio e il 16 giugno, lo “switch over” (ossia il passaggio di Rai2 e Rete4 sul digitale) hanno colto impreparati in molti. Chi non capiva cosa stesse succedendo ha cercato disperatamente una soluzione attraverso amici, parenti e antennisti. E anche chi era già a conoscenza della necessità di un decoder per continuare a vedere i due canali, spesso si è trovato di fronte a uno schermo “senza segnale”. E ha scoperto che il digitale terrestre ha molte qualità ma un grande difetto: se il segnale captato dall’antenna non è perfetto, il decoder non lo traduce in immagini. La scarsa tolleranza di questi apparecchi, infatti, fa sì che al contrario della vecchia Tv analogica, non sia possibile vedere alcuna immagine in mancanza di un’estrema pulizia del segnale.

In questi casi, dunque, il ricorso all’antennista (e alle spese che questo comporta) è inevitabile.

facciamo zapper A proposito di spese, chi non ha ancora affrontato quella del decoder è bene che si prepari. Se fino ad oggi, infatti, ha dovuto rinunciare solo a Rai2 e Rete4, dal 16 novembre rischia di non vedere più nulla. È quella la data di inizio dello “switch off” (il trasloco di tutti i canali sul digitale) per il Lazio. La prima distinzione da fare è quella tra zapper e decoder in grado di ricevere i canali delle pay Tv, tenendo presente che solo il secondo consente di assistere ai programmi a pagamento (le partite di Mediaset e La7, i film di Premium). Riconoscere gli apparecchi compatibili con le pay Tv è semplice: il Dgtvi, il consorzio di aziende televisive, attribuisce un bollino blu ai decoder in grado di ricevere queste trasmissioni e bianco per i televisori con decoder incorporato che permettono di accettare la tesserina della Tv a pagamento. L’altro grosso difetto degli zapper è la mancanza di interattività.

A oggi senza questa funzione non si può partecipare a sondaggi e quiz delle Tv commerciali, ma in futuro quest’opzione dovrebbe anche consentire di dialogare con la pubblica amministrazione, dunque vale la pena rifletterci.

banda di frequenza Per chi decide di limitarsi a uno zapper, poi, c’è un altro rischio: quello di non captare i segnali trasmessi dalla III banda VHF, quella utilizzata in Italia per le trasmissioni digitali. Un pericolo che si corre con alcuni modelli di importazione e che richiede un’attenta verifica sulla confezione del prodotto che si sta acquistando: scegliere solo gli zapper che dichiarano espressamente di captare questa banda. Una volta scelto il tipo di decoder, poi, ci sono alcune caratteristiche che possono fare la differenza. Una di queste è la OTA che assicura l’aggiornamento automatico del software dell’apparecchio. Tenete conto che senza l’OTA per aggiornare il vostro modello avrete bisogno o di scaricare gli aggiornamenti via pc (attaccando un cavo alla presa Rs 232) o di un intervento tecnico del centro di assistenza. Con questa funzione, invece, tutto avverrà mentre l’apparecchio è collegato al televisore, in modo automatico. Infine gli optional. Per chi è in possesso di un televisore ad alta definizione può essere interessante l’acquisto di un decoder HD, in grado di trasmettere immagini di ottima qualità. Chi, invece, ha una parabola e vuole anche approfittare dei nuovi canali digitali (i vecchi li continua a vedere via satellite), potrebbe optare per un apparecchio combinato ne esistono alcuni in grado di ricevere Sky insieme ai canali del Dtt. In ogni caso un consiglio: occhio alle connessioni presenti sul decoder che scegliete. Il minimo è due prese scart, ma è meglio avere a disposizione anche una presa digitale Hdmi, quella comune sui televisori a schermo piatto.

decoder

Sono davvero molti i dubbi di chi si affaccia nel mondo del digitale terrestre. Proviamo a sciogliere i più comuni.

Come si può avere il contributo statale per l’acquisto di un decoder? L’incentivo di 50 euro è valido per l’acquisto di un decoder Mhp (non per uno zapper, dunque), se si hanno più di 65 anni, si paga il canone Rai e si possiede un reddito non superiore a 10mila euro l’anno. L’incentivo viene direttamente scontato dal punto vendita.

Sono in una zona dove la ricezione della Tv non è perfetta. Posso vedere il digitale terrestre? In alcune località, specie quelle montane, dove non arriva o il segnale arriva debole, l’unica possibilità di vedere la Tv è il satellite.

Se in casa ho più di un televisore devo comprare più decoder? Sì, serve un apparecchio per ogni Tv.

Ho collegato il decoder ma vedo la scritta “nessun segnale”. Cosa devo fare? Se l’istallazione è stata fatta bene, il problema potrebbe essere la qualità del segnale ricevuto dall’antenna. È purtroppo necessario rivolgersi a un antennista.

Ho un televisore senza presa “scart”. Come posso collegare il decoder? In questo caso si deve cercare un modulatore di frequenza che permetta di collegare la televisione e il ricevitore del segnale digitale.

Posso continuare a utilizzare l’antenna portatile come ho fatto fino a oggi? Probabilmente no. Il decoder, infatti, non ammette segnali “sporchi” e difficilmente funziona senza una buona antenna.

Ho collegato il decoder e i canali appaiono in un ordine strano... Se il decoder ha la funzione ordinamento automatico della lista dei canali, basterà attivarla. Altrimenti bisogna sistemarli manualmente.

Si può continuare a registrare i programmi con il vecchio videoregistratore Vhs? Non come si è fatto fino a oggi. L’unica possibilità, infatti, è collegare il registratore attraverso l’entrata “aux”. Ma in questo modo non si può assistere a una trasmissione diversa da quella che si intende registrare.

Cos’è la funzione Epg? È l’electronic program guide, la guida ai programmi che offre titolo, ora di programmazione, trama e informazioni generali su una trasmissione.

PROMOZIONE

Dal 9 al 22 luglio negli IperCoop.
Ricevitore digitale Humax DTV4700PPV OFF
Tipo: Terrestre MHP
• Connessioni: 2 scart, SPDIF
• Scheda prepagata Mediaset
• Dimensioni (LxAxP): cm 25x4,1x18
• EPG: Tv sorrisi e canzoni
• Aggiornamenti via etere (OTA)
• Modem integrato V.90
Prezzo: 84,90 euro

Dal 1 al 31 agosto: offerta soci
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Ricevitore digitale terrestre
Tipo: Terrestre MHP
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