Pozzo di scienza
Dall’enciclopedia tradizionale a internet: tutto quanto fa scienza o quasi.
I giovani delle scuole superiori usano come canali principali d’informazione scientifica la scuola (16,6%), internet (14,6%) e la Tv (14,4%), mentre i libri arrivano al penultimo posto (10,6%) davanti alla famiglia e agli amici (7,8%). Sono questi i risultati di un sondaggio dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR di Roma sui giovani, la scienza e internet. Poi, quando viene chiesto loro quali strumenti vorrebbero fossero potenziati, i ragazzi mettono al primo posto la scuola (16,7%) seguita dalla Tv (16,6%) e al terzo posto, a pari merito, musei e mostre (12,1%), mentre internet si colloca molto in basso nella graduatoria.
I ragazzi dunque sono soddisfatti di quello che trovano nella rete, ma la scuola rimane, a sorpresa, il principale canale d’informazione scientifica e che ne vorrebbero di più. Poi si nota che i libri, il canale informativo storico della scuola, riconosciuto per il suo livello di approfondimento e di preparazione degli autori, subiscono una battuta d’arresto. Il giudizio degli studenti sui manuali scolastici è negativo: per quasi la metà del campione (47,8%) mancano di chiarezza, non parlano dell’utilizzo concreto della scienza e della tecnologia e non danno spiegazioni dettagliate e complete.
di tutto di più Quanto a internet, più che tutto, si trova di tutto, secondo gli esperti: da informazioni scientifiche serie e affidabili a notizie false e chiacchiere senza fondamento che talvolta suscitano paure immaginarie come, per esempio, la teoria della fine del mondo nel dicembre 2012. Ciò nonostante internet resta un’immensa risorsa informativa, un supporto moderno di approfondimento e di scoperta di argomenti scientifici, come ha dimostrato la rivista scientifica internazionale “Nature” con uno studio comparativo su documenti pubblicati sul sito Wikipedia e la famosa enciclopedia cartacea Britannica. Il numero degli errori, 162 per l’encicolpedia multimediale e 123 per la Britannica, ci dice che anche le fonti considerate serie non sono infallibili e che Wikipedia può essere considerata, tutto sommato, come una fonte multimediale di riferimento.
Le conclusioni sembrano sorprendenti considerando come vengono scritti i contributi su Wikipedia: per esempio, alla voce Universo può avere lo stesso peso il contribuito di un astrofisico rispetto a quello di un utente senza formazione accademica. Perciò l’accuratezza dei contenuti dipende dalla qualità della mediazione tra esperti che discutono di un certo argomento; secondo Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia, questo modo condiviso di procedere, confermato dai risultati dell’indagine, dimostra il potenziale dell’enciclopedia multimediale.
il vecchio e il nuovo Per la consultazione di internet meglio comunque per i più giovani essere guidati nelle loro ricerche da chi ne sa più di loro, confrontare i risultati, ma sopratutto esercitare la capacità critica che solo la scuola e lo studio possono formare e stimolare. E poi, un conto è digitare una parola chiave su Google e aspettare, passivamente, seduto davanti al monitor, la risposta del motore di ricerca da scaricare e stampare, un altro è l’ambiente e il rito che accompagna la ricerca in biblioteca o in libreria, aggirandosi tra gli scaffali, leggendo incuriositi i quarti di copertina, assaporando l’odore caratteristico della carta, o salire sugli scaffali della biblioteca di casa e prendere un volume dell’enciclopedia per cercare la voce che ci interessa e riassumerla non senza fatica.
Ma, al di là del confronto tra il “vecchio” e il “nuovo”, forse la cosa migliore è usare tutti i mezzi a nostra disposizione, con buon senso, però.
ABBASSA IL VOLUME Il top del sapere in Italia, la mitica enciclopedia Treccani, dopo 85 anni di onorato servizio entra in crisi. Bilanci in rosso per il dilagare dei mezzi digitali e multimediali, Wikipedia e dintorni, ma anche a causa di una crisi economica che spinge le famiglie a stringere i cordoni della borsa, e dovendo tagliare qualcosa, a rimetterci sono le fonti tradizionali del sapere, pregiate, ma anche molto costose. Forse l’enciclopedia per eccellenza punterà su opere meno voluminose, come monografie e collane destinate anche al mercato della formazione, della scuola e dell’università realizzabili in tempi brevi e con costi più bassi. Ma non sarà facile contrastare l’offerta culturale del web sempre più ampia, e pure gratis. E per chi conosce le lingue straniere non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta: da Google libri al The Library of Congress a La Bibliothèque Nationale de France.
Peraltro fonti di informazioni attendibilissime.











