Promesse da marinaio
Dal paziente lavoro dei pescatori l’anguilla di Bolsena, fresca o marinata, con secoli di storia alle spalle.
La testimonianza più celebre è quella di Dante nella Divina Commedia che cita l’anguilla di Bolsena parlando del suo più celebre estimatore, Papa Martino IV, passato alla storia più per i peccati di gola che per le sue capacità di Pontefice e che pare fosse così appassionato di anguilla da morirne per indigestione. Citazione letteraria a parte, la pesca nei laghi del nord del Lazio, soprattutto dell’anguilla, è una pratica che vanta secoli di storia e una tecnica di pesca ancora completamente tradizionale.
Ogni anno dal mese di settembre vengono posizionate nei laghi di Bolsena e di Bracciano le grandi nasse allungate chiamate altavelli dove rimangono imprigionate le anguille argentine, quelle che hanno raggiunto la completa crescita e maturazione sessuale. La stagione di pesca si protrae fino a dicembre: le anguille argentine emergono, infatti, dai fondali e nuotano in superficie seguendo l’innato istinto che le porterà a percorrere le correnti fino a raggiungere il mare e dirigersi verso il Mar dei Sargassi per riprodursi.
Le nasse sono un metodo di pesca altamente selettivo che non cattura le anguille ancora immature che si muovono vicino al fondale, ma solo una parte delle anguille argentine, che se non riuscissero a lasciare il bacino del lago sarebbero comunque destinate a morte certa essendo arrivate alla fine del loro ciclo vitale. Il Presidio coinvolge tre cooperative che riuniscono una quarantina circa di soci “anguillari” dei laghi di Bolsena e Bracciano. Ogni giorno i pescatori recuperano le anguille ancora vive imprigionate negli altavelli e le portano fresche alla ristorazione locale e sui mercati di Roma oppure le trasformano.
La produzione del Presidio vuole, infatti, valorizzare le locali marinature di anguilla: tranci di pesce fritto in olio di oliva e lasciato marinare per circa un mese in aceto di vino bianco, spezie come aglio, salvia, rosmarino e un tocco di peperoncino. L’obiettivo è quello di limitare la pesca sui laghi alle sole argentine, rispettando i loro naturali cicli di pesca, da fine settembre a dicembre, in modo da non creare danni alla popolazione di anguilla dei laghi e permettendo ai consuma- tori di gustare il prodotto marinato nei mesi successivi. Il Presidio dell’anguilla dei laghi della Tuscia vuole anche garantire la giusta remunerazione ai pescatori per il prodotto fresco, prodotto che non sempre viene riconosciuto sul mercato locale ma venduto insieme a quello proveniente da altri paesi del Mediterrano o dell’Europa del Nord a un prezzo che non ripaga il paziente lavoro giornaliero.











