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Punto di vista
Rilevare oggetti, luci e migliorare le capacità visive di chi ha problemi. Grazie a un chip posizionato dietro la retina oggi è possibile.
Ci si prova da cinquant’anni, ma nessuno finora è stato in grado di mettere a punto un dispositivo in grado di restituire la vista a chi l’ha perduta. Il massimo che è stato raggiunto è una sorta di telecamera esterna collegata direttamente al nervo ottico in grado di restituire segnali luminosi piuttosto grossolani. Quello che è stato fatto all’Università di Tubinga in Germania, invece, è un passo concreto verso la “riparazione” bionica dell’occhio umano. Si tratta di un chip impiantabile sottopelle che, se non restituirà completamente la vista, permette però di rilevare oggetti, luci e di migliorare consistentemente le capacità visive nelle persone affette da problemi alla retina, tra cui la retinite pigmentosa.
Il nuovo chip, impiantabile sotto pelle, è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori guidati da Eberhart Zrenner in collaborazione con gli studiosi dell’azienda Retina Implant AG. I risultati dello studio, che hanno visto coinvolti 11 persone con diverse patologie alla retina, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista “Proceedings of the Royal Society B”. Il chip viene alimentato da un dispositivo esterno posizionato dietro l’orecchio e converte la luce che entra nell’occhio in impulsi elettrici che vengono immessi nel nervo ottico. L’esperimento non ha funzionato solo su quelle persone in cui la degenerazione della retina era troppo avanzata, ma la maggior parte dei pazienti è stata in grado di individuare oggetti luminosi e i risultati migliori sono stati ottenuti quando il chip è stato posizionato proprio dietro la retina, nella zona centrale della macula (l’area centrale della retina che contiene i fotorecettori deputati alla trasformazione dell’energia luminosa in impulsi elettrici). Un paziente finlandese è stato addirittura in grado di riconoscere posate e bicchieri su un tavolo, un orologio e distinguere sette diverse tonalità di grigio.
È stato anche capace di muoversi in una sala piena di persone. Certo, non sarà la vista vera, ma questo sistema è davvero il primo che consente in qualche modo di rimpiazzare la funzione della retina con un dispositivo installato all’interno dell’occhio stesso, ed è verosimile che nell’arco di una decina d’anni sia diventato così sofisticato da restituire una speranza a milioni di persone che non possono più vedere.






