Questione di tempo

Quando vivremo fino a 120 anni... ma per conoscere il vero segreto della longevità c’è ancora da attendere.

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Il Nobel per la medicina è andato quest’anno a due donne, Elizabeth Blackburn e Carol Greider che, insieme al collega Jack Szostak hanno il merito di aver scoperto, si dice, “il segreto della longevità”. Ma a guardarla bene quella dei tre scienziati è per il momento più che altro la scoperta del segreto della vecchiaia. Hanno, infatti, osservato che i nostri cromosomi, le “crocette” di DNA che si trovano in ogni cellula, sono delle vere clessidre a tempo, e che esiste un enzima che ne erode gradualmente le estremità, segnando il passo della vita della cellula.

Ma questa scoperta ci ha proiettato verso un futuro in cui gli scienziati saranno in grado, speriamo, di manipolare questo meccanismo e di rallentare l’erosione dei cromosomi e lo scorrere del tempo biologico.

tutta la vita davanti È significativo che ben due donne abbiano lavorato a questo progetto perché se una cosa si conosce sulla longevità è che è tutta al femminile. Le italiane godono oggi di un’aspettativa di vita di 83,98 anni, al quarto posto tra le più longeve dopo le svizzere, le francesi, le cinesi di Hong Kong e le giapponesi. Il paese del Sol Levante pare essere imbattibile quanto a longevità, sia maschile che femminile, ed è per questo che i ricercatori concentrano gli sforzi sulla popolazione nipponica, per decifrare i loro geni, studiare il loro stile di vita e la loro alimentazione, perché pare proprio che per vivere a lungo si debbano mettere insieme questi elementi determinanti: geni, ambiente, stile di vita, alimentazione.

Cominciamo dai geni. Recentemente ne è stato individuato uno che si chiama FOXO3A: un gruppo di ricercatori tedeschi ha scoperto che tutti i centenari del mondo, indipendentemente dalle loro origini (ne hanno studiati ben 400, ndr) posseggono la stessa variante genetica di FOXO3A. Trovare la stessa variante in tutti i centenari vuol dire che se non si è così fortunati da possedere quel corredo genetico è molto improbabile che arriveremo a 120 anni. In poche parole, è madre natura che stabilisce chi deve arrivare lontano, ma tutti possono invece aspirare a invecchiare più lentamente e in piena forma fisica e mentale, che è poi forse più importante che vivere a lungo.

da qui all’eternità Il segreto passa innanzitutto dall’alimentazione: è ormai certo che per vivere a lungo bisogna mantenersi magri. Quest’effetto è stato osservato dapprima nei topi, in cui la semplice restrizione calorica è in grado di aumentare la vita media del 50 per cento e poi negli esseri umani.

Infatti tutti gli anziani in buona salute sono invariabilmente magri e di scarso appetito. Sempre dall’alimentazione dipende il necessario apporto di anti-ossidanti, capaci cioè di contrastare l’azione di quelle sostanze altamente nocive dette “radicali liberi” che si formano durante il normale metabolismo del corpo, ma anche a causa del fumo. Molecole queste il cui apporto è garantito dal consumo delle cinque porzioni di frutta e verdura al giorno raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La bio-gerontologia, la scienza che studia l’invecchiamento, sostiene inoltre che un ruolo determinante nell’invecchiamento sia da attribuire agli ormoni, il cui livello cala bruscamente con l’età: l’ormone della crescita, o GH, determinante in tutti i processi di crescita e rinnovo del corpo, il DHEA, o deidro-epi-androsterone, la cui somministrazione sembra migliorare la vitalità degli anziani, gli estrogeni e il testosterone, ormone anabolizzante che cala nell’età.

Ognuno di questi ormoni è disponibile a carissimo prezzo sul mercato dei farmaci dove, però, vigono regole selvagge. Molti studi hanno ampiamente dimostrato che questi ormoni, di cui abusano atleti e culturisti, aumentano sì le prestazioni, ma anche il rischio di cancro e cardiopatie, globalmente riducendo, e non aumentando l’aspettativa di vita. Allora nell’attesa che la scienza si ingegni con qualche altra soluzione miracolosa, non resta che seguire le buone vecchie regole: mantenersi snelli, praticare vita all’aria aperta e attività fisica moderata, astenersi dal fumo e dall’abuso di alcol.

Regole talmente vecchie da apparire ancora una volta troppo banali per poter funzionare, eppure, queste sì che meriterebbero un Nobel. !


CENTO DI QUESTI ANNI

La persona più longeva mai conosciuta è stata una donna, Jane, vissuta fino a 122 anni. Un traguardo notevole che tra qualche generazione sarà alla portata di molte persone, se è vero, come stima un prestigioso studio danese, che metà dei nati dal Duemila in poi vivrà almeno fino a 100 anni. Uno studio forse ottimistico, se paragonato a un altro americano che stima che l’aspettativa di vita media sarà tra i 100 e i 106 anni soltanto nel 2300, mentre nel 2100 la media della vita si sarà allungata sufficientemente da far salire a ben 5 milioni e 300mila il numero degli ultracentenari nei soli Stati Uniti.

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