Ragione e sentimento

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In questo generale vezzo, mediatico e non, di “aggredire” le notizie e l’informazione, di legittimare l’illecito e il volgare nell’esaltare valori completamente svuotati di contenuto, bisogna, secondo me, creare silenzio e riflessione.

Cominciando a chiederci come crescono i nostri bambini, come si sviluppano i nostri ragazzi e quanto di “umano” viene loro concesso sul piano dei rapporti, dello scambio, del comportamento. Gli adulti hanno creato un mondo edonista, superficiale, permissivo per non essere gravati di responsabilità, per rinviare il passaggio alla maturità. Oggi per alimentare un mercato in delirio, si deve essere obbligatoriamente giovani, sani, “vincenti”, pronti a tutto pur di affermarsi in qualche modo. Quindi la manipolazione continua del cervello e del cuore nutrono il tempo della nostra vita svuotandola... Le paure, più o meno reali, sono un’ulteriore arma di separazione e di egoismo: fuori dal mio recinto tutto è brutto e nemico. Sono strategie da cui bisogna salvarsi. Dobbiamo riprendere in mano la nostra coscienza, fatta di sentimenti d’amore e di senso morale della vita. Spesso i genitori, specie i più giovani, sono figli della Tv, del computer, di internet, dei reality show, degli abominevoli esempi di politica degradata a esaltazione dei consumi. Bene, a loro chiedo con grande passione umana e civile di nutrire il cuore dei ragazzi con il rispetto e la pratica dei sentimenti, per aiutarli a diventare “persone” e non mostri di violenza. Come si fa? Primo: con le regole, con i limiti alle loro richieste di consumo che coprono altri bisogni. Secondo: con l’esempio. Essere morali, generosi e corretti, essere un riferimento. Terzo: collaborare con i docenti quando c’è un problema di studio o di comportamento e non giustificare sempre i propri figli per un malinteso principio di sostegno psicologico. Il mondo ha bisogno di regole e di rigore. Se non si parte dalle famiglie, non ci sarà possibilità di riscatto e di evoluzione. Per dirla con Rigoberta Menchù, scrittrice guatemalteca e Premio Nobel per la Pace: “Facciamo in modo che i nostri bambini diventino uomini pensanti e non robot”.