Riflessi condizionati

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Come per tutti i grandi eventi che si rispettino anche per i condizionatori la caccia al modello migliore parte sempre in anticipo rispetto alla stagione calda. Per non essere scottati dal “tutto esaurito” o dalla misera scelta tra le rimanenze del mercato, i consumatori si organizzano, ormai da diversi anni, per tempo. Soprattutto per sfruttare la grande varietà di offerta, gli sconti (immancabili in tempi di crisi) e dotarsi dei modelli di tecnologia più avanzata, i primi a sparire dagli scaffali.

E i criteri di scelta, quest’anno come non mai, partono dal controllo dei consumi per un apparecchio che – a ragione – ha fama di essere molto “energivoro”.

diamoci del btu Prima occhiata obbligata, dunque, va all’etichetta energetica. Un controllo che non sempre dà soddisfazione: anche quando c’è e chi la guarda sa decifrarla, la vera e propria carta di identità del condizionatore spesso resta nascosta nello scatolone, le sue indicazioni scritte nel manuale d’uso diventano leggibili solo a casa, ad acquisto concluso. Eppure, tra i dati meno noti ce ne sono alcuni che fanno la differenza. Innanzitutto la quantità di Btu, unità di misura inglese che esprime la potenza dell’apparecchio (3.400 Btu/h corrispondono a 1 kW), che la dice lunga anche sul luogo al quale il condizionatore è destinato.

Sul mercato il taglio più piccolo disponibile è da 7.000 Btu, buono per servire una stanza da 60 metri cubi, vale a dire una superficie di 20 metri quadri per 3 metri di altezza, una camera da letto media. Con piccole oscillazioni, le offerte commerciali propongono poi macchine da 9.000 Btu, adatte a una stanza intermedia, e le più grandi, da 12.000, in genere destinate al salotto. Questo valore, però, va messo a confronto con il dato vero, espresso proprio nell’etichetta energetica sotto la voce “potenza refrigerante” (e questa volta sarà indicata in Kw).

classi di merito Particolare fondamentale è anche la classe di efficienza energetica che esprime, a parità di rendimento dei diversi apparecchi, il loro impatto sulle nostre bollette. In questo caso la scala è assai semplice: si parte dalla classe A (la migliore) per finire con la G (ultimo gradino in ordine di qualità). Un altro elemento di qualità da non sottovalutare (anche se ha diretta influenza sul prezzo del condizionatore) è la presenza della tecnologia inverter. Una funzione utile, innanzitutto per evitare di incorrere nel continuo accendi-spegni dell’apparecchio, che tentando di mantenere la temperatura impostata, aumenta i consumi e il rumore. I modelli inverter, invece, sono dotati di un compressore che modula la potenza in base alle necessità, regolando continuamente la temperatura. Una grande comodità che si riflette anche su una maggiore silenziosità, particolare apprezzabile specie durante la notte, visto che questi apparecchi impostati al minimo sono davvero tra i più silenziosi del mercato.

A proposito di silenziosità notturna: se non si sceglie un inverter è bene preferire gli apparecchi che dichiarano la “funzione notte” e che assicurano che la macchina riduca al minimo il ventilatore e per stabilizzare la temperatura non ricorra a continue riaccensioni del compressore.


Dal 7 al 20 maggio in offerta soci nei super (no Guidonia) e negli InCoop di Civita, Fiuggi, Narni, Montefiascone, Vetralla, Amelia.

Condizionatore fisso Ariston
mod. A - MW12-DX Classe A
Classe energetica: A - Potenza frigorifera: 11.760 Btu/h - Potenza termica: 12.070 Btu/h - Potenza frigorifera: 3.450 watt - Potenza termica: 3.450 watt - Tipologia: Mono - Specifiche Gas: R410A - Umidità asportata l/24h: 28,8 max - Termostato ambiente -Timer

Prezzo: soci 299 euro