Riflesso condizionato

Mal di gola, tosse, bronchite a causa dell’uso eccessivo di aria condizionata. Ma contro questi “mali di stagione” basta qualche accortezza

ariacondizionata.jpg

Inutile negarlo. Ormai senza il climatizzatore in macchina, in ufficio, in casa – soprattutto in camera da letto dove nelle prime notti afose d’estate diventa impossibile dormire senza un po’ di refrigerio – oggi in pochi sanno stare. Ma proprio per questo l’estate somiglia sempre più all’inverno quanto a “malattie di stagione” proprie del clima freddo, come tosse, mal di gola, bronchiti e broncopolmoniti.

presa d’aria «È assolutamente vero che l’uso improprio che talvolta si fa dell’aria condizionata determina la comparsa estiva delle affezioni respiratorie tipiche della stagione fredda – spiega Carlo Federico Perno, ordinario di virologia presso l’Università di Tor Vergata a Roma –. Basti pensare che ormai la frequenza dei casi di polmonite è pressoché identica d’inverno e d’estate». Il problema non è l’aria fredda in sé, ma si pone quando, per compensare il caldo esterno che magari supera anche i 30 gradi, il condizionatore viene settato a 18 gradi di temperatura determinando uno sbalzo enorme tra l’interno e l’esterno. «Proprio questa repentina variazione di temperatura è uno dei principali responsabili delle malattie del tratto respiratorio dovute all’aria condizionata, come le tracheiti – riprende Perno –. Il nostro albero respiratorio, i bronchi e le loro diramazioni sono coperti da microscopiche ciglia che si muovono continuamente ed espellono tutti i germi che inspiriamo. Ad ogni respiro inaliamo qualche decina di milioni di germi che, grazie alle ciglia, siamo in grado di ributtare subito fuori. Ma il passaggio repentino tra caldo e freddo paralizza istantaneamente il loro movimento, facendo sì che tutti questi germi stazionino nelle vie respiratorie e abbiano occasione di attaccare».

spirito d’adattamento Il fatto è che il nostro organismo è estremamente flessibile nell’adattarsi all’ambiente circostante, ma ha bisogno di tempo. Anche se il nostro sistema immunitario non gradisce il freddo, durante i cambi di stagione ha la possibilità di adeguarsi piano piano. In effetti, d’inverno, una volta adattati alle condizioni di bassa temperatura, ci ammaliamo sorprendentemente poco rispetto a quello che dovremmo. Ma 10-20 gradi in pochi secondi sono un vero shock. Prima regola dunque non buscarsi una bronchite è cercare sempre di adattarsi al nuovo ambiente, evitando di entrare in macchina accaldati per spararsi addosso l’aria condizionata, una tentazione peraltro fortissima. «L’altro problema è che in questi ambienti molto freddi, spesso a 18 gradi, si staziona a lungo – sottolinea Perno –: al lavoro, per esempio, o in auto, dove insorge il problema del freddo, nel vero senso della parola, che appanna le nostre difese ed espone agli attacchi degli agenti patogeni».

al coperto Seconda regola, dunque, coprirsi. Il golfino e la sciarpina sono strumenti ormai indispensabili anche d’estate, essendo i locali climatizzati o condizionati sempre più diffusi. A differenza del vecchio condizionatore, però, i climatizzatori di moderna generazione si fregiano di poter controllare esattamente il grado d’umidità dell’ambiente, un aspetto importante essendo l’umidità un altro fattore chiave delle malattie “da aria condizionata”. In realtà, il controllo è in genere poco più che approssimativo e sostanzialmente l’aria viene deumidificata, contribuendo al cattivo funzionamento del “sistema di pulizia” dei bronchi.

Una persona sana in genere se la cava con sintomi superficiali e passeggeri, ma una persona anziana o con sistema immunitario debilitato può incappare anche in una brutta polmonite. In rari casi, si rischia anche qualcosa di più. I filtri dei condizionatori e dei climatizzatori sono veri rifugi per i germi, basti pensare che il temibile batterio “Legionella”, causa di gravi epidemie di polmonite in passato, è stato isolato per la prima volta molti anni fa nei condizionatori degli ospedali. Batteri rari come questo sono capaci di gravi danni nella sfortunata ipotesi che attacchino i polmoni. caldo freddo Terza regola dunque manutenzione accurata degli impianti. «Un buon climatizzatore deve essere pulito e controllato, per evitare che reimmetta in circolo agenti pericolosi – afferma Perno –. Ma non va dimenticato che l’apparato respiratorio non è l’unico che può essere repentinamente colpito dal freddo intenso. È più comune del previsto incappare nella cosiddetta “sindrome da freddo alla pancia”, un’improvvisa gastroenterite con diarrea e nausea che apparentemente non ha spiegazione. In realtà è una conseguenza del raffreddamento rapido delle pareti dell’addome che inibisce l’attività dei miliardi di batteri delle pareti intestinali. Questi batteri proteggono l’organismo dalla colonizzazione di batteri patogeni che prendono, invece, il sopravvento».

quanto basta Insomma sembrerebbero esserci mille buone ragioni per mettere al bando l’aria fredda d’estate, ma la realtà è molto più sfumata. «È indubbio che la climatizzazione degli ambienti ci aiuta a lavorare meglio e a vivere meglio – conclude Perno –. In particolare asciugando l’aria dall’umidità che fa percepire di più il caldo, ma come per tutte le tecnologie bisogna farne un uso intelligente». Del resto, per alcune persone come gli anziani o le persone debilitate, il raffreddamento moderato degli ambienti può rappresentare una sorta di salvavita per proteggersi dalle ondate di calore. E allora? Accendere o spegnere? Accendere, ma settando possibilmente l’apparecchio su una temperatura di 22 gradi con il 20 per cento d’umidità, ed entrarci piano piano. Gli esperti assicurano: per l’organismo questo microclima e non il freezer è il vero paradiso dell’estate

 


 

MICROLCLIMA
Alcune regole per non prendere un colpo d’aria… condizionata.
L’aria condizionata eccessiva danneggia in primo luogo l’apparato respiratorio, ma anche quello muscoloscheletrico e gastrointestinale. Tipiche patologie sono le faringiti, tracheiti, bronchiti e polmoniti, le “contratture” dei muscoli del collo e della schiena, la gastroenterite da raffreddamento.
Ecco
le regole per difendersi dai “colpi d’aria” condizionata.

1. Portare sempre con sé uno scialle, una sciarpa o un golfino, anche d’estate. Questo banale consiglio è in realtà indispensabile oggi che le auto e tutti gli ambienti pubblici sono climatizzati.
2. Se è possibile, regolare il settaggio del climatizzatore a non meno di 22 gradi, con tasso di umidità al 20 per cento.
3. Adeguarsi piano piano alla nuova temperatura, fredda o calda, trascorrendo qualche minuto in un ambiente “di mezzo”.
4. Effettuare rigorosa pulizia e manutenzione degli apparecchi.

 

invia un commento:

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
La domanda serve per verificare che tu non sia un software usato per spam. Attenzione: il sistema distingue tra Maiuscole e minuscole (scrivere: Geppetto è diverso da scrivere geppetto)