Ritorno al futuro
È tempo di buio e di imbarazzo, di pensiero debole e di vuoto della coscienza. Quello che ogni giorno ci viene buttato addosso è di una qualità tale che avrebbe fatto arrossire i nostri padri al primo accenno. Ma due cose debbono, secondo me, farci reagire: la consapevolezza di essere diversi e la determinazione a dimostrarlo con gli atti e con le parole.
Ciascuno di noi dovrebbe farsi carico di un piccolo progetto di vita, a cominciare dai propri comportamenti. Possibile, mi chiedo, che l’umanità abbia subito un plagio così profondo da negarsi la felicità dell’ideale, della speranza, della voglia di futuro? Cosa ci vuole per ricordare alle persone che la storia, e non solo gli uomini illuminati, ha prodotto idee “motrici” ed evolutive? Oggi non è così diverso il mondo da altre epoche. Sono solo più evidenti l’egoismo, l’arroganza e la violenza dei potenti sui più deboli. E questo genera paura, sconforto, separazione dagli altri. Ma è un tranello mediatico e una manipolazione continua che subiamo per fiaccare la nostra coscienza.
Basta! Riprendiamoci la nostra dignità e apriamo il cuore alla speranza per noi e per chi verrà dopo. Pensiamo al volto attonito di Neda! Stupito di una morte immeritata e brutale, e subito simbolo di coraggio e di riscatto. Pensiamo a chi dona ogni giorno un po’ di sé al bene degli altri, a chi, con l’esempio, incoraggia chi lo circonda. È guardando la bellezza nelle persone e nelle giuste cose che l’umanità ha creato che si ritrova il senso della propria vita, di persone presenti sulla terra per “essere” fino in fondo. E non per mettersi in vendita senza rispetto del ruolo nella propria vita e in quella degli altri. Scusate i toni poco brillanti ma ho il cuore pieno di amarezza e di rabbia e una voglia grande di parole alte.
Perché vi voglio bene.











