Pura gastronomia

Consumatori laici di cibi “spirituali”: dai kosher e halal ritenuti “puri” da alcune religioni ai liquori e marmellate prodotti dai monaci. La certificazione religiosa come sinonimo di qualità.

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La parola, in latino, è la stessa. Salus vuol dire salute, ma anche salvezza. Il benessere del corpo e quello dello spirito (o dell’anima, per chi crede nell’aldilà). La compresenza di due signifi cati in un’unica parola sottintende un legame, e poiché l’idea di salute inevitabilmente richiama il cibo, viene da chiedersi se anche tra cibo e salvezza vi sia un rapporto. Le filosofie orientali (il buddismo cinese, l’ayurveda indiano) postularono una totale sovrapposizione fra corpo e spirito: mangiare secondo certe regole assicura il benessere di entrambi. leggi tutto »

Scusate il francesismo

Troppo entusiasmo, quello francese, per l’inclusione della cucina nazionale nel “patrimonio immateriale dell’umanità”.

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Non è per parlare male dei francesi, ma le manifestazioni di giubilo che hanno accompagnato la decisione dell’Unesco di includere il “pasto gastronomico francese” nel “patrimonio immateriale dell’umanità” mi sono par- se un po’ sopra le righe. Bello istituire una festa della gastronomia nazionale (23 settembre) come ha fatto il ministro francese della cultura Frédéric Mitterrand. Bello considerare il patrimonio gastronomico come elemento essenziale della cultura e dell’identità di un popolo. leggi tutto »

Frutto misto

Biricoccola, orangelo, prugnocca, dalla California i frutti dei mix tra prugne, albicocche, arance e pompelmi.

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Sono l’ultimo grido dei supermercati californiani: frutti mai gustati prima, che mescolano sapori di piante ibridate. Hanno nomi strani: orangelo, biricoccola, cilegugna, prugnocca (rispettivamente, un mix di arancia e pompelmo, albicocca e susina, ciliegia e prugna, prugna e albicocca). La novità non è tanto nel fatto in sé (molti frutti che normalmente consumiamo sono un incrocio fra specie diverse) quanto nel modo sistematico con cui avviene la sperimentazione: alcune grandi aziende si sono specializzate in questo campo, mettendo a frutto sofisticate ricerche di mercato che indagano sui gusti dei giovani e meno giovani consumatori, su quali combinazioni di dolce, amaro e acido stimolano maggiormente le papille gustative a pranzo, a merenda o a colazione. leggi tutto »

Tutti in cerchio

Dopo la piramide per raccomandare il corretto comportamento alimentare arriva il cerchio. Richiamando la forma del piatto, evoca direttamente il gesto di mangiare.

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Figurarsi una piramide non è semplice. Pensare le cose in tre dimensioni, disposte su piani sovrapposti che si restringono salendo. Per vent’anni ci abbiamo provato, con buoni risultati ma con qualche difficoltà. Ci hanno insegnato – secondo le direttive impartite nel 1992 dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti – a immaginare gli alimenti suddivisi in sei gruppi: i cereali alla base della piramide, salendo, la verdura, la frutta, i latticini, i cibi proteici e all’ultimo piano gli zuccheri e i grassi. leggi tutto »