Consumi in scena giovanni manetti

di Giovanni Manetti

Effetto sorpresa

Tutto punta sull’aspettativa di una situazione che poi si rivela molto diversa. E così nell’ultimo spot dell’Ikea l’umorismo è assicurato.

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Lo spot di Ikea è uno dei più divertenti che si vedono in televisione e che, come il precedente (quello dei carcerati), gioca sulla creazione nello spettatore dell’aspettativa di una situazione che poi si rivela molto diversa e, proprio per questo, lo spot risulta piacevolmente umoristico. Tutto il gioco delle scene iniziali è basato sugli stereotipi narrativi della fiction televisiva e cinematografica. leggi tutto »

Di tutti i colori

Dal bianco e nero al colore, dalla “non-vita” alla “vita”: le bustine colorate del tè Twinings che ti cambiano l’esistenza. Spot ingenuo, ma non troppo.

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Alla ricerca di meccanismi, più o meno occulti, più o meno palesi, attraverso cui funziona la pubblicità, ci imbattiamo nell’ultimo spot di Twinings in cui è in azione un tipico dispositivo di pubblicità comparativa. Ma lo spot, per non incorrere in spiacevoli (e in certi casi sanzionabili) situazioni di scorrettezza comunicativa, e anche per non dare troppa importanza a nessuna delle altre marche di tè, non fa una comparazione con uno specifico prodotto della concorrenza, bensì giustappone in sequenza due situazioni appartenenti a due opposti mondi possibili: leggi tutto »

Due is meglio che one

Divertenti, ironici, non senza un pizzico di follia. I nuovi spot Vodafone dicono addio all’arcivista – e gradita – coppia Totti-Ilary, ma conservano l’originaria simpatia per dire che le cose migliori si fanno in due.

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La Vodafone ha cambiato in modo radicale la sua campagna d’autunno e ha deciso di lasciare (almeno per il momento) da parte l’ormai mitica coppia Francesco Totti-Ilary. Molti si sentiranno un po’ orfani per questa defezione dal mondo possibile creato da Vodafone e abitato dai due giovani e famosi coniugi che simpaticamente offrivano un simulacro divertente e divertito di una vita di coppia: una vita che poteva essere davvero la loro, con scenette che facevano vedere un’intimità in cui Ilary era tenera e accorta, mentre Francesco interpretava il ruolo a lui assegnato dalle comunicazioni di massa di personaggio ingenuo e svampito, in linea con l’immagine (intelligentemente sfruttata in positivo) risultante dalle barzellette che lo vedevano come protagonista. leggi tutto »

E ora viene il brutto

Ironia, citazione, autoriferimento al genere, velocità nel cogliere l’aria dei tempi. Nello spot Infostrada con Fiorello brutto, trasandato e con la barba lunga, è ben riuscito il meccanismo tipico di tanta pubblicità.

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Tra le caratteristiche del linguaggio pubblicitario c’è certamente quella dellavelocità: la pubblicità ha sempre le antenne dritte per cogliere i cambiamenti e sfruttarli a proprio vantaggio. Non è passato molto tempo da quando alcune dive del cinema hanno dichiarato pubblicamente guerra al bisturi a favore della naturalità dell’invecchiamento, sostenendo di voler sfidare eroicamente le ingiurie del tempo che passa, poiché si può essere considerate “belle” anche con una pelle imperfetta e addirittura con rughe o capelli bianchi (come dire che, paradossalmente, “brutto – o, almeno, ciò che veniva considerato così prima – è bello”), leggi tutto »

Sorpresa!

L’assurdo dell’ultimo spot di Vivident per suggerire che il ripieno del suo confetto produce sensazioni sorprendenti. Il fatto è che la sequela di “sorprese” è raccapricciante.

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Qualcuno si sarà inorridito per l’assurdità delle scene, qualche altro avrà anche gridato alla mancanza di correttezza politica. Sta di fatto che l’ultimo spot diVivident colpisce. A dire la verità non è nuovo nemmeno lo stile paradossale con cui l’azienda Perfetti Van Melle Italia costruisce lo spot: l’iperbole, l’esagerazione, l’assurdo, che qui diviene anche raccapricciante. Ma come si articola il brevissimo frammento narrativo? In un ambiente borghese, di professionisti, un uomo già avanti nell’età guarda pensoso fuori dalla finestra. leggi tutto »

Azzurro mare

Desiderio, erotismo, bellezza: su ciò che è naturale lo spot del profumo Light blue di Dolce & Gabbana gioca in modo intellettualistico non illustrando il prodotto, ma alludendovi. Forse troppo anche per un pubblico sofi sticato.

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È un fatto su cui ci siamo soffermati varie volte quello per cui la pubblicità non illustra quasi mai il prodotto che promuove, ma tende a creare un mondo possibile, quello della marca, alla cui partecipazione invita seduttivamente lo spettatore. Questo fatto, che è molto comune per i prodotti non necessari e, per così dire, voluttuari, raggiunge l’ennesima potenza nello spot del profumo Light blue di Dolce & Gabbana. La location è straordinaria: uno specchio di mare di fronte ai faraglioni di Capri in una giornata di sole. leggi tutto »

Tutto normale

Semplicità, normalità, buon gusto, apertura. C’è tutta la filosofia di sempre nell’ultimo spot Ikea che, con il suo messaggio “Siamo aperti a tutte le famiglie” e l’immagine di due uomini di spalle che si tengono per mano, tanto ha fatto discutere.

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Avolte la pubblicità è più avanti della società. O meglio della politica. Con la società la pubblicità ha un rapporto, come si diceva un tempo, dialettico: ne costituisce uno specchio di cui poi la società si alimenta per certi suoi tratti. Se molta pubblicità è brutta o insensata è perché la società presenta essa stessa molti aspetti censurabili. Ma non infrequentemente la pubblicità è un laboratorio dove si sperimentano idee nuove che in altra sede non trovano asilo. Idee che fermentano già nella società, ma a cui la politica – o meglio, certa politica – trova intollerabile dare espressione. leggi tutto »