Le uova nel paniere
Ogni italiano ne mangia in media 215 all’anno e la produzione, per un fatturato di 1.480 milioni di euro, è cresciuta nell’ultimo anno dell’1 per cento.
E non c’è da stupirsi visto che l’uovo non ha orario, dalla colazione alla cena, in insalate, frittate, salse e dolci, dalla cucina frugale della versione al tegamino a quella di grandi chef come ingrediente di sfiziose ricette. Sono le famiglie i principali “mangiatori di uova”, ne hanno acquistato il 64 per cento di quelle in commercio, il resto viene consumato sotto forma di pasta, dolci e preparazioni alimentari di vario tipo. leggi tutto »
Di buon gusto
Guai a chiamarli gourmet, i “foodie” o buongustai sono in maggioranza uomini.
In Italia sono 4 milioni e mezzo e aumentano al ritmo di circa 250mila l’anno (secondo un’indagine dell’Istituto di ricerca GPF), amano la buona tavola, frequentano le botteghe del gusto, vogliono conoscere l’origine dei piatti, viaggiano spesso alla scoperta di prodotti tipici. Amanti della tradizione, sono comunque curiosi delle novità e del cibo etnico, frequentano i blog culinari e vanno su internet a caccia di ristoranti e ricette, leggono riviste di settore, dispensano consigli enogastronomici agli amici. E quando fanno acquisti nella Grande Distribuzione si concentrano sulla freschezza e sulla genuinità dei prodotti. leggi tutto »
Dolce come il miele
Una vera “luna di miele” quella degli italiani con quello di acacia a cui anche quest’anno non dovranno rinunciare.
È salvo, con qualche eccezione per via del maltempo, il raccolto 2010 sebbene a macchia di leopardo: bene al Nord, male in bassa Toscana, molto bene in collina e montagna. Ma anche se tra i mieli il preferito e più consumato nel Belpaese è quello di acacia, piacciono anche di ciliegio, di sulla, di agrumi e il millefiori. Allora appuntamento alla “Settimana del miele” di Montalcino (SI) – 10-12 settembre –, una delle rassegne più importanti del settore che conta in Italia circa 50mila apicoltori, di cui 7.500 produttori apistici che svolgono l’attività a fini economici ricavandone il loro reddito principale, 1.100mila alveari, circa 55 miliardi di api, per una produzione media annua di miele di 130mila quintali e un giro d’affari di 60 milioni di euro. Ma si arriva a 2,5 miliardi se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura.
Tuttifrutti
Il rum Malibu è il cocktail più modaiolo dell’estate.
Dal nome esotico, capace di evocare le affascinanti spiagge caraibiche, il rum Malibu è il cocktail più modaiolo dell’estate. Già conosciuta e apprezzata in molte parti del mondo, questa nuova bevanda al sapore di frutta proveniente direttamente dalle Barbados punta sul suo sapore delicato, ideale per drink non esageratamente alcolici. Mixando tra gusti alla banana, mango, cocco, ananas e frutto della passione, anche i degustatori più esigenti potranno sbizzarrirsi alla ricerca del proprio cocktail preferito
Do you speak english?
Aumenta il numero di parole anglosassoni nelle comunicazioni delle aziende italiane
Oggi meeting sulla mission e briefing con tanto di brainstorming per un progetto che aiuti a fare business e sbaragli i competitor. Da uno studio recente della Agostini Associati sull’utilizzo dei termini inglesi viene fuori che dal Duemila ad oggi il numero di parole anglosassoni confluite nelle comunicazioni delle aziende italiane è aumentato del 773 per cento e che nelle documentazioni o nelle presentazioni aziendali il peso e la densità dei vocaboli inglesi arriva anche al 35 per cento del totale. E l’“itanglese”, in cui ogni tre per due spuntano look, business, fashion e poi performance, annual report, buyer, brand, switch, pare che agli italiani piaccia: solo il 9 per cento degli intervistati considera la tendenza “eccessiva” e afferma di avere difficoltà a capire chi abusa dei termini inglesi, per il 25 è un’usanza fastidiosa, mentre per il 29 per cento si tratta di un fenomeno positivo che vuol dire stare al passo con i tempi. Sarà, ma chiamare human resources il personale forse più che moderno è impersonale...
Niente di personal
Trovare il regalo perfetto con il personal shopper
C’è il personal trainer per fitness e benessere, c’è l’allenatore dell’anima che consiglia i pazienti per la loro armonia mentale e c’è il personal shopper, un consulente per gli acquisti tutto per noi. Trovare il regalo perfetto per il compleanno di un’amica, rivoluzionare il guardaroba o comprare un oggetto per la casa? Basta affidarsi a un professionista preparatissimo in fatto di tendenze, perfetto conoscitore dei luoghi sacri dello shopping: incontro conoscitivo con lui o lei, indicazione di desideri, aspettative e budget, e poi via con gli acquisti in giro per la città che sia Milano, Roma, Firenze o un piccolo centro, in qualsiasi momento dell’anno evitando, magari, il periodo caotico dei saldi o di Natale. Su internet basta digitare “personal shopper“ e non avrete che da scegliere, la nota dolente è che per averlo c’è da sborsare 300 euro, più o meno.
Sei un mito
Rinasce la mitica Polaroid?
Un clic inconfondibile che precedeva i pochi secondi di attesa prima dell’apparizione dell’immagine, il foglio sputato dalla macchina nera da sventolare, foto dalla cornice bianca che hanno riempito album di famiglia. A far rinascere la mitica Polaroid – andata in pensione lo scorso anno – ci prova un gruppo di appassionati, tra ingegneri, tecnici, chimici e operai, nella città di Enschede, al confine tra Germania e Olanda, in una ex fabbrica appartenuta proprio all’azienda. Il progetto dell’”Impossible b.v.” è quello di riuscire a rimettere in commercio entro l’inizio del 2010 un milione di nuove pellicole, più moderne e dalle prestazioni migliori, fino a rispondere a una richiesta di 10 milioni. Missione impossibile? Non per “i dodici”, alla conquista di un mercato in forte crescita, quello dei nuovi appassionati della fotografia istantanea per il suo fascino un po’ rétro. Basta ricordare che una delle applicazioni iPhone più scaricate è proprio Polarize, un programma che “polaroidizza” le fotografie scattate con il telefono Apple modificandone i colori e mettendo la cornice bianca. E forse il mito continua...








