Alta società
Se accanto al nome del paese trovate “alto” siete in Val di Nievole dove le parole d’ordine sono terme, Medioevo, Pinocchio, fiori e... outlet, ottimi ingredienti per le vacanze di Natale.
Medioevo, terme, e outlet. Questa è la Val di Nievole ridotta ai minimi termini. Non perché si esaurisca in queste tre parole chiave (a cui di fatto andrebbero aggiunti i fiori e il campanilismo toscano, Pinocchio e i social network di cucina), ma perché queste, oltre a rappresentare i motivi per cui l’80 per cento dei turisti visita Monsummano o Fucecchio, Montecatini o Pescia, raccontano da sole l’evoluzione dell’intera zona. L’esistenza di tanti paesi che includono l’aggettivo “alto” nel proprio nome parla dei secoli di lotte tra fi orentini e lucchesi, che alla fine del Medioevo lasciarono il posto alla placidità del Granducato. Fu proprio allora che, per procedere alla costruzione di fattorie e ville, si avviò la bonifica della zona paludosa, scoprendo le numerose sorgenti d’acque termali su cui si baserà l’economia locale nei secoli a venire (da lì l’aggiunta del suffisso “terme” al nome delle località). leggi tutto »
Indagine di mercatino
Casette di legno, vin brûlé, luci, colori, odori inconfondibili, addobbi e statuette di ogni genere, e ancora musica, acrobazie, giochi, piroette sul ghiaccio. Le capitali europee vestite a festa per i mercatini di Natale già da metà novembre. Ciascuna a suo modo.
Forse c’è qualcuno che ancora pensa ai mercatini di Natale come ad allestimenti di stand aperti a ridosso del 25 dicembre, dove si vanno a comprare i regali per la ricorrenza più celebrata dell’anno. Ma non è così: soprattutto nel Nord Europa, casette di legno e tende riscaldate vengono montate già a metà novembre (sarà perché l’atmosfera natalizia aiuta a spazzare via il grigiore dell’autunno), e pressoché ovunque l’acquisto dei regali di Natale è solo una delle tante attività possibili insieme a giochi interattivi, prove pratiche di cucina e pattinaggio sul ghiaccio. leggi tutto »
Luoghi sacri
La festa dei serpari, i costumi tradizionali e i riti sacri, gli strumenti musicali dai nomi sconosciuti, e poi il Parco nazionale, i paesi vecchi di secoli dove il tempo si è fermato, la natura selvaggia profumata di fi ordaliso e lui, il poeta vate D’Annunzio. Splendida terra d’Abruzzo
Nei libri di geografia e nelle previsioni meteo l’Abruzzo viene incluso nell’Italia Centrale. Per tutto il resto, però, è meridione. Lo dimostrano il numero svariato di strumenti musicali sconosciuti altrove come la fisarmonica diatonica, la piva e la ciaramella, colonna sonora di tutte le sagre e feste di paese; il persistere di costumi tipici, i cui nomi acquistano un significato solo entro i confini regionali, e il proliferare di processioni, settimane sante e feste religiose. Tra le quali si annidano una sequela di manifestazioni paganissime e alquanto bizzarre. leggi tutto »
Un tranquillo weekend di paura
Tanti giochi nel segno della paura, della fantasia, dell’avventura e tanta adrenalina compresa nel biglietto. Gardaland “val bene” una gita anche per gli adulti più refrattari ai parchi divertimento
Quando si tratta di divertimento, le persone si dividono in due gruppi: quelli che adorano il modello Gardaland e quelli che lo snobbano, considerando il parco giochi più famoso d’Italia un banale intrattenimento preconfezionato. Una pagliacciata. Se non che, poi, quando ci si trova di fronte a discese vorticose a cavallo di tronchi d’albero, lo snobismo viene spazzato via dall’adrenalina. E, una volta certi di essere sopravvissuti alle “uniche montagne russe alate d’Italia”, come recita la pubblicità della novità 2011, gli standard di (pre)giudizio si abbassano e anche i più scettici finiscono per apprezzare enormemente un’innocua visita del parco a bordo di un trenino monorotaia: tanto può la gratitudine d’essere ancora vivi. Sarà per questo che qualche anno fa l’autorevole rivista americana “Forbes” ha piazzato Gardaland al quinto posto nella classifica dei dieci parchi di divertimento del mondo con il miglior fatturato. leggi tutto »
L’isola che c’è
Tra le spiagge la più rinomata è quella dei Conigli, dove si può prendere il sole senza disturbare le tartarughe marine Caretta Caretta mentre depongono le uova; sotto il suo mare c’è uno dei monumenti subacquei più famosi d’Italia, la Madonna del Mare, e di calette e grotte naturali non c’è che l’imbarazzo della scelta. Immagini di un paradiso esotico di nome Lampedusa
È bizzarro come un pezzo d’Africa sia diventato per molti africani il simbolo dell’Europa. Lampedusa ha estati torride e asciutte come quelle libiche, praterie di steppa subtropicale che pare di essere in Algeria, nel suo mare nuotano pesci pappagallo come in Egitto e il souvenir più tipico è la papalina tunisina. Ma confi ni amministrativi e geologici non sempre coincidono, per cui quei 113 km che separano l’isola dal resto del continente africano sono diventati negli ultimi anni un corridoio di mare verso “la porta dell’Europa”. leggi tutto »
Il Paradiso non può attendere
Rocce dalle innumerevoli tonalità, vegetazione dal profumo inebriante, spiagge dalla sabbia finissima e un mare bellissimo, dai fondali ancora più belli. Benvenuti in Costa Paradiso.
Ognuno ha la sua idea di paradiso: c’è chi immagina un giardino rigoglioso dove gli uomini vivono in armonia e chi lo vede come una gigantesca nuvola dove si sorseggia caffè. I sardi non hanno dovuto lavorare tanto di fantasia per dare corpo al sogno della vita eterna: quale migliore ricompensa, per chi si è comportato bene sulla terra, se non trascorrere i secoli dei secoli sulla costatra Isola Rossa e Portobello, a nord della Sardegna? leggi tutto »
Antico splendore
Per chi ama l’archeologia, la natura selvaggia e i parchi, i fanghi termali e le acque sulfuree dai poteri miracolosi, Sibari, in Calabria, la città greca nota per l’antica ricchezza e l’amore per la “dolce vita”.
È davvero incredibile cosa possa nascere ( e rinascere) da una palude bonificata. Negli anni Sessanta, infatti, la Piana di Sibari era melma e fango. Poi il Consorzio Opera Sila fu incaricato dal Governo italiano di creare le condizioni per riportare alla vita quell’area insalubre. E insieme ad agrumeti, uliveti, risaie e piccole realtà urbane, da quel terreno acquitrinoso spuntò uno dei più antichi insediamenti greci dell’Italia meridionale di cui fino ad allora si aveva solo una vaghissima idea. Sibari, appunto, una città fondata 2.700 anni fa, che dà il nome all’intera pianura (la più estesa della Calabria), oltre che ad un oggetto progettato per l’autoerotismo femminile (“Sybian”, made in Inghilterra). Nonostante l’accostamento possa sembrare bizzarro, il creativo inglese Dave Lambert era probabilmente un uomo colto e sapeva che l’antica città greca era nota all’epoca per la vita lussuriosa – oltre che lussuosa – che vi si conduceva. leggi tutto »













