Via satellite
“Tenere la destra”, “svoltare a sinistra”... i consigli su strada di un navigatore satellitare, purché le sue carte “parlanti” siano sempre aggiornate.
Niente più cartine da consultare, niente più finestrini semiaperti per chiedere indicazioni. Ormai sembra davvero difficile rinunciare in auto alla voce metallica di un navigatore satellitare. Sarà per l’esigenza di sfogarsi in mezzo al traffico con la macchinetta che imperiosa ci ordina uno zig zag tra strade e sensi unici (non sempre razionale, per la verità), sarà per la necessità di non dipendere da nessuno nei propri spostamenti, tant’è che i Gps hanno conquistato gli abitacoli degli italiani. E le vendite di questi assistenti di bordo tecnologici crescono con numeri che hanno pochissimi paragoni tra i prodotti hi-tech. Tra le ragioni di tanto successo, va detto, anche la forte concorrenza tra le case produttrici che ha portato a un drastico calo dei prezzi. Oggi per un Gps non è più necessario preventivare un esborso di parecchie centinaia di euro e, sui modelli non nuovissimi, si può fare un buon acquisto con cifre che si avvicinano ai 100 euro. E con l’evoluzione, questi apparecchi si arricchiscono di funzioni interessanti, diventando allo stesso tempo, oltre che indicatori di rotta, anche lettori di mp3, di foto, guide turistiche. Corre voce L’uso e la comprensione di queste carte stradali “parlanti”, d’altronde, non sono difficili. Una volta impostato il percorso, una voce, maschile o femminile, ci indica di “tenere la destra”, “prepararsi a girare”, “svoltare a destra”, mentre sulla carta, una freccia ci guida facendoci vedere dove stiamo andando e quali strade dobbiamo prendere. Non solo, tra le mille funzioni, questi strumenti prevedono la selezione del percorso più breve, quello più rapido o quello che esclude le autostrade e quindi i pedaggi. Ma prima di innamorarsi degli optional è bene dare un’occhiata al cuore del navigatore. E considerare, per esempio il software di navigazione del modello che stiamo per acquistare. Uno dei migliori tra quelli utilizzati è l’iGO: visualizza in due o tre dimensioni, ma soprattutto dispone di una velocità elevata nel calcolare la rotta di navigazione e ha una copertura cartografica molto ampia. Utilizza, infatti, un sistema di compressione che permette di contenere in 1 gigabyte la cartografia di tutta Europa. Altra caratteristica fondamentale di questi apparecchi è il processore che adottano. La sua potenza indica la velocità con cui si raggiunge l’informazione desiderata: un processore di 400 MHz è in grado di aggiornare il segnale della posizione ogni secondo. Con un processore intorno a 200 Mhz il segnale viene aggiornato anche ogni 3-4 secondi. Manie di grandezza Decisamente importante è anche la dimensione e la qualità dello schermo dell’apparecchio che mettiamo in auto. Sulla grandezza sarebbe bene non risparmiare troppo se non ci si vuole trovare con mappe talmente microscopiche da impedire una corretta visione. È bene considerare, tra l’altro, che il nostro sguardo dovrebbe potersi soffermare il meno possibile sullo schermo per non perdere contatto con la strada e non mettere a rischio la sicurezza. E riconoscere le indicazioni su un Lcd più piccolo di 3,5 pollici non è cosa così veloce. Controllate, poi, che la visione sia ottimizzata anche in condizioni di forte illuminazione o, al contrario, durante la notte. Un chiarimento, infine, su un dispositivo su cui molte case sembrano puntare: il TMC. Il Traffic Message Channel è un servizio di informazioni sul traffico che permette al navigatore di interpretare le informazioni veicolate dall’Rds, ossia dalle stazioni radio in Fm. Sfruttando questo “canale”, normalmente utilizzato dalle stazioni solo per indicare il nome dell’emittente, si potrebbe consentire al navigatore di “capire” quali strade evitare perché congestionate o di apprendere quanto accade sul percorso, modificando così il viaggio in funzione delle condizioni di traffico. Una grande comodità, insomma. Peccato che in Italia (al contrario di quanto accade in Gran Bretagna e Germania) si tratti ancora di una funzione decisamente sottosfruttata. Gli aggiornamenti sul traffico trasmessi in questo modo, infatti, sono talmente limitati che investire per un apparecchio dotato di Tmc in questo momento è ancora una spesa scarsamente utile.










